Patrimoniale oltre 1 milione di euro, Iva al 21%, lotta evasione, meno tagli: gli equilibrismi della manovra di ferragosto

Forse meno tagli all'impianto della politica, ma un aumento dell'Iva al 21%, una patrimoniale oltre 1,5 milioni di euro, lotta all'evasione.

di Alessandra M., redazione Investireoggi.it, pubblicato il
Forse meno tagli all'impianto della politica, ma un aumento dell'Iva al 21%, una patrimoniale oltre 1,5 milioni di euro, lotta all'evasione.

Non possiamo permetterci passi falsi in questo momento

In tema di modifiche alla manovra di ferragosto le dichiarazioni dei politici interessati si moltiplicano ma la versione definitiva potrebbe essere decisa nella giornata di lunedì con l’ incontro tra Bossi ed il presidente del consiglio.  Sebbene in recenti dichiarazioni rilasciate dal neo segretario Alfano, il premier dovrebbe avere pronta una versione definitiva della manovra che stando a quanto riferito verrà presentata in ogni caso all’inizio del mese di settembre.

In ogni caso le modifiche concordate non dovranno variare i saldi finanziari e pertanto se si eliminano delle entrate dovranno essere compensate con altre diverse entrate. A maggior ragione perché, secondo una nota del Tesoro, Bruxelles ha espresso la sua approvazione alla manovra, approvazione che riguarda oltre che l’aspetto economico anche l’aspetto sostanziale. Pertanto modificarla non significa cambiarla del  tutto, altrimenti si corre il rischio di dover reinviare il testo ai fini dell’approvazione da parte del consiglio europeo.

LE LAMENTELE DI SINDACI E GOVERNATORI STANNO FACENDO BRECCIA, TAGLI ALLE PROVINCE RIMANDATI – Tuttavia le lamentele da parte dei vari sindaci sia per quanto riguarda le riduzioni di stanziamenti previsti per gli enti locali, sia per quanto riguarda l’ abolizione delle provincie o l’accorpamento dei piccoli comuni, sembrano avere effetto. Infatti lo stesso Alfano in un’ incontro tra Upi ( unione provincie italiane) ed Anci (associazione dei comuni italiani) ha promesso di rivedere il sistema di redistribuzione delle risorse per i finanziamenti agli enti locali ed anche di stralciare il provvedimento che prevede l’abolizione delle provincie che sono sotto i 300.000 abitanti. In pratica il discorso dei tagli alla politica, per quando riguarda questa parte, verrebbe inserito in un decreto di riforma della legge costituzionale. La riduzione dei tagli operati agli enti locali è stata chiesta a gran voce dalla maggior parte dei governatori di regioni, che hanno lamentato un eccessivo ricorso ai tagli degli stanziamenti delle regioni per permettere all’erario di fare cassa. Inoltre sin dall’ inizio diversi esponenti della maggioranza, in primis il ministro dell’interno Maroni, hanno cercato di ridurre tali tagli.

Alla fine sembra quindi che i tagli verranno ridotti così come sembra che le pensioni non verranno modificate. In particolare sul punto Bossi aveva in tutti i modi cercato di non retrocedere ed alla fine sembra che anche il sistema previdenziale non verrà modificato, almeno nell’immediato. Tali mancati revisioni e riduzioni di spesa pongono però il problema di capire come verranno opportunamente compensate, anche perché le cifre dei mancati introiti dovrebbero essere intorno ai 5 miliardi di euro, se non oltre.

AUMENTO IVA AL 21% – Il gettito principale, circa 3,7 miliardi di euro, dovrebbe essere garantito dall’aumento di un punto percentuale dell’ Iva. Pertanto il passaggio dell’ aliquota del 20 per cento al 21 per cento produrrebbe il grosso dell’introito. Superate quindi le opposizioni di Tremonti e di altri parlamentari al riguardo sembra che la modifica all’aliquota iva possa vedere la luce anche perché si mostrano molto favorevoli altre parti sociali come la CONFINDUSTRIA ad esempio.

TASSA SUI PATRIMONI OLTRE 1 MILIONE DI EURO – Oltre all’aumento dell’aliquota Iva inoltre si dovrebbero ottenere ulteriori risorse grazie all’introduzione di una tassa patrimoniale che andrebbe a colpire i patrimoni oltre il milione e mezzo di euro. L’introduzione del nuovo tributo al momento è solo un’ipotesi visto che il premier è sempre stato contrario all’inserimento di una tassa patrimoniale anche se andrebbe a colpire veramente i contribuenti più benestanti, visto che rispetto al contribuente di solidarietà tiene conto anche di quanti non hanno effettivamente dichiarato tutto al fisco. La tassa dovrebbe colpire i patrimoni oltre gli 1 – 1,5 milioni di euro e dovrebbe partire dal 5 per cento per arrivare allo zero per cento con formula regressiva ( e quindi l’ aliquota diminuisce all’aumentare del valore del patrimonio posseduto). Il gettito garantito dovrebbe essere tra il 4 ed i 7,5 miliardi di euro, a seconda di come verrà modulata e potrebbe far superare del tutto il contributo di solidarietà. Quest’ultimo verrà in ogni caso ammorbidito visto che sarà applicato a quanti guadagnano oltre 200.000 euro annui oppure per quanti guadagnano oltre 150.000 euro ma con l’applicazione di un quoziente familiare.

LOTTA ALL’EVASIONE FISCALE – Altro elemento che dovrebbe garantire maggiore gettito dovrebbe essere un’ inasprimento delle misure per la lotta all’evasione. Recentemente il direttore dell’agenzia delle Entrate aveva precisato che l’incasso del 2011 della lotta all’evasione dovrebbe aggirarsi intorno agli 11 miliardi di euro, ma non basta. Visto anche che diversi sono stati i consigli al riguardo , si tenterà di inasprire la lotta all’evasione senza però effettuare nessun nuovo condono.

L’ iter di approvazione parlamentare dovrebbe concludersi entro il 10 settembre oppure , secondo i più ottimisti, entro il 4 settembre grazie all’apposizione della fiducia da parte dell’esecutivo. Come detto si punta ad un numero ristretto di emendamenti da proporre, circa una decina, in modo che si abbia la garanzia che siano approvati. Restano ancora da decidere alcuni punti più controversi della manovra come la tredicesima da non corrispondere ad alcuni dipendenti pubblici oppure il nodo della robin hood tax (l’addizionale da applicare alle imprese che operano nel ramo energetico).

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Argomenti: News Fisco, Manovre Fiscali e Finanziarie