Patrimoniale: il Fmi invoca più tasse per i miliardari

Il Fondo Monetario Internazionale chiede di aumentare le tasse ai miliardari e introdurre una patrimoniale a sostegno dell’emergenza covid.

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Il Fondo Monetario Internazionale chiede di aumentare le tasse ai miliardari e introdurre una patrimoniale a sostegno dell’emergenza covid.

Se non è una patrimoniale, poco ci manca. A invocare una maggiore tassazione per i ceti più ricchi arriva il Fondo Monetario Internazionale (Fmi). In una recente nota, il fondo invita i governi ad applicare un regime fiscale più pesante per chi guadagna di più.

L’appello del direttore generale del Fmi, Kristalina Georgieva, non lascia adito a dubbi sul fatto che il conto del covid debba essere pagato in particolare da chi ha più mezzi economici a disposizione. Una tassa una tantum, un contributo temporaneo alla ripresa economica dei Paesi più ricchi.

La patrimoniale del Fmi

Il messaggio è stato immediatamente recepito dalla sinistra parlamentare italiana che non vede l’ora di tassare i redditi più alti. Progetto già preso in considerazione durante il primo governo Conte, ma poi abbandonato per mancanza di sostegno politico.

Per uscire rapidamente dalla crisi i governi dovrebbero spendere molto in investimenti pubblici, affinché tutti possano beneficiare della ripresa. Interessi che non possono essere sostenuti ricorrendo sempre al debito pubblico. Ma dice Georgieva

“per sbloccare questo potenziale i Paesi avranno bisogno di spendere in modo efficiente e di aver sufficienti entrate fiscali. In molti casi questo significherà una tassazione progressiva e un accordo internazionale su temi come la minimum tax per le aziende“.

E in Italia?

Il problema riguarda in particolar modo l’Italia, soffocata da un debito pubblico ormai diventato astronomico. Il Paese sta affrontando una crisi senza precedenti e sta in piedi solo grazie a sussidi a pioggia e contributi statali che non potranno essere restituiti nel lungo periodo, se non a caro prezzo.

A pagare questo debito sono soprattutto i giovani senza lavoro, le generazioni future.

Ma anche le piccole e medie aziende italiane, strette fra ripetuti e spesso ingiustificati lockdown e moratorie sui finanziamenti che prima o poi andranno a scadenza.

Il risparmio privato, però, potrebbe dare una mano importante a risollevare le sorti del bilancio statale. Le banche sono stracolme di depositi e grandi patrimoni non utilizzati. Una patrimoniale sulle grandi ricchezze, come invocato da più parti, sarebbe quindi salutare. Ma altrettanto inefficace se alla base non sarà cambiata la struttura di un fisco iniquo e inefficiente.

Una tassa globale

A fare eco alle parole della Georgieva arriva anche il segretario al Tesoro USA ed ex presidente della Fed Janet Yellen. La stessa ha rilasciato dichiarazioni pesanti contro il sistema fiscale americano, anch’esso diventato troppo iniquo da far tremare i polsi ai miliardari delle grandi società. Secondo la Yellen

“negli ultimi tre anni, la riscossione dell’imposta sulle società è scesa al livello più basso dalla seconda guerra mondiale. L’1% del prodotto interno lordo. Molte delle più grandi aziende del paese non hanno pagato tasse federali nel 2020”.

E’ quindi necessario che la pressione fiscale sulle grandi società torni a salire. Soprattutto in questo difficile momento. Yellen intende supportare l’innalzamento delle tasse a supporto dell’occupazione e delle infrastrutture pubbliche. Uno sforzo che dovrà però essere sostenuto anche dagli altri Stati onde evitare che le multinazionali scovino opportunità di elusione al di fuori degli USA.

La proposta per l’introduzione di una tassazione minima globale è stata quindi presentata al G20, a guida italiana. la corsa al ribasso delle tasse per la grandi corporations deve finire, ma serve lo sforzo di tutti.

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