Torna la patrimoniale su benzina e diesel. Quanto pesano le accise sui carburanti in Italia

Addio al taglio delle accise su benzina e diesel. Schizza verso i 2 euro al litro il costo dei carburanti alla pompa. Il peso delle tasse su ogni litro di benzina.

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Torna a salire il prezzo di benzina e diesel alla pompa. E proprio nel momento in cui scattano gli spostamenti dovuti alle feste di Capodanno. E’ la conseguenza dell’addio al taglio delle accise applicato lo scorso anno dal governo Draghi.

Il prezzo della benzina alla pompa servito supera 1,9 euro al litro, mentre il diesel raggiunge quota 2 euro. Secondo le stime di governo, nel 2022 la perdita di gettito per l’erario, dovuta al taglio delle accise, è stata di circa 7 miliardi di euro. Introiti che dal 1 gennaio 2023 tornano a pieno titolo.

Quanto pesano le accise sui carburanti

Ma quanto incidono le accise sul costo dei carburanti? A conti fatti, le accise sulla benzina pesano per 0,728 euro al litro, mentre quelle sul diesel per 0,617 euro al litro. Quindi circa il 40% per la benzina e il 31% per il diesel. Un salasso che dura ormai da quasi 90 anni, ai tempi della guerra in Etiopia.

Ma cosa sono esattamente le accise? Si tratta di tasse in misura fissa che lo Stato applica sul prezzo degli idrocarburi. In particolare sui carburanti per autotrazione. Valgono la bellezza di 24 miliardi di euro all’anno complessivamente, quanto una manovra finanziaria.

Introdotte sin dall’inizio degli anni ’30 del secolo scorso, le accise hanno finanziato improvvise emergenze naturali ed eventi militari. Ve ne sono ben 19 e vanno dal finanziamento alla Guerra d’Etiopia del 1935-36 ai terremoti del 2016 in Abruzzo.

Da notare che l’Italia non è l’unico Paese che applica le accise sui carburanti e non è nemmeno il più vessante. Gran Bretagna e Olanda fanno pagare di più. In classifica, ci collochiamo al settimo posto in Europa per il caro benzina.

Tutte le gabelle sui carburanti

Come detto, le accise su benzina e diesel sono ben 19, raggruppate dal 1995 in una unica tassa. Tuttavia volendo scomporre la gabella salta fuori una lista da far rabbrividire, anche perché tante tasse non hanno più ragione di esistere:

  • Guerra d’Etiopia:0,000981 euro;
  • Crisi di Suez del 1956:0,00723 euro;
  • Ricostruzione dopo il disastro del Vajont del 1963: 0,00516 euro;
  • Ricostruzione dopo l’alluvione di Firenze del 1966: 0,00516 euro;
  • Ricostruzione dopo il terremoto del Belice del 1968: 0,00516 euro;
  • Ricostruzione dopo il terremoto del Friuli del 1976: 0,0511 euro;
  • Ricostruzione dopo il terremoto dell’Irpinia del 1980: 0,0387 euro;
  • Missione ONU durante la guerra del Libano del 1982: 0,106 euro;
  • Missione ONU durante la guerra in Bosnia del 1995: 0,0114 euro;
  • Rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004: 0,02 euro;
  • Acquisto di autobus ecologici nel 2005: 0,005 euro;
  • Emergenza terremoto in Abruzzo del 2009: 0,0051 euro;
  • Finanziamento alla cultura nel 2011: da 0,0071 a 0,0055 euro;
  • Gestione immigrati dopo la crisi libica del 2011: 0,04 euro;
  • Emergenza alluvione Liguria e Toscana del novembre 2011: 0,0089 euro;
  • Decreto ‘Salva Italia’ del dicembre 2011: 0,082 euro:0,113 sul diesel);
  • Emergenza terremoti dell’Emilia del 2012: 0,024 euro;
  • Finanziamento del ‘Bonus gestori’ e riduzione delle tasse ai terremotati dell’Abruzzo: 0,005 euro;
  • Spese del ‘decreto Fare’ del 2014: 0,0024 euro.
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