Pasqua in zona rossa: aumentano i controlli, ma la gente è stufa

A Pasqua altro giro di vite sugli spostamenti, ma ormai la gente non ci crede più e si sposta come gli pare. Anche le autocertificazioni sono inutili.

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A Pasqua altro giro di vite sugli spostamenti, ma ormai la gente non ci crede più e si sposta come gli pare. Anche le autocertificazioni sono inutili.

Controlli, zona rossa, restrizioni, multe: orami la gente è stufa e si muove liberamente. Lo hanno capito tutti ormai che tutto questo serve a poco. E i media non fanno altro che alimentare il senso di disaffezione della gente nelle istituzioni.

Ciò non significa che il virus non c’è. Anzi c’è esiste e miete ancora tante vittime. Ma a distanza di una anno dallo scoppio dell’epidemia, nonostante tutti gli accorgimenti e le regole imposte che stiamo rigorosamente rispettando, nulla è cambiato. I contagi sono sempre gli stessi ogni giorno. Anzi, sono pure aumentati. Ma allora a che serve restare chiusi in casa?

Autocertificazioni inutili

A questo punto, non serve a nulla seguire le imposizioni del governo che altro non fa che DPCM, uno dietro l’altro, per limitare la libertà delle persone. Esautorando di fatto il Parlamento a legiferare, come impone la nostra Costituzione.

La libertà di spostamento, con le dovute accortezze in considerazione dell’emergenza sanitaria, è sacrosanta e sancita a chiare lettere dalla Costituzione italiana. Tutte le autocertificazioni sono annullabili per ricorso e le relative sanzioni inutili. Non vanno pagate perché illegittime.

Tant’è che a oggi solo una persona multata su tre per inosservanza delle regole sugli spostamenti ha saldato il conto. Con il disappunto delle forze dell’ordine, inizialmente chiamate a riempire verbali inutili a scapito di garantire la sicurezza contro la criminalità e la delinquenza.

Ma il governo insiste con la paura

Così suona ancora una volta improprio il proclama annunciato dal ministro dell’Interno Luciana Lamorgense che dispone uno schieramento imponete di 70.000 agenti in più sulle strade per controllare gli spostamenti delle persone durante il weekend di Pasqua.

Il governo vuole un controllo ferreo sul territorio con controlli a tappeto, soprattutto nelle aree più a rischio assembramento. Altro terrorismo mediatico che non fa altro che alimentare il senso di disaffezione nelle istituzioni e nell’operato di chi non sa più che pesci prendere a distanza di un anno dallo scoppio della pandemia.

Non solo, ordinanze locali per limitare ulteriormente spostamenti e assembramenti, ultima quella del governatore della Liguria Toti che ha vietato di andare nelle seconde case e in barca. Semplicemente inaudito.

Dove, invece, verrà usato il pugno di ferro è contro i forzati delle feste private e i disobbedienti, titolari di bar, pub e ristoranti che – nonostante i divieti – alzano ugualmente le saracinesche preferendo pagare la multa che rinunciare all’incasso.

Nuove disposizioni ai prefetti

Il Viminale – scrive Repubblica – ha dato disposizioni ai prefetti di predisporre

un particolare sforzo operativo che incida significativamente sul dispositivo dei controlli“.

In campo, insieme alle forze dell’ordine, ci saranno i militari dell’operazione Strade sicure.

Servizi mirati nei centri storici e nelle località di villeggiatura per scovare ville e appartamenti, ma anche circoli privati, garage e magazzini per feste private. Lo scorso weekend ne sono state scoperte parecchie, da Milano a Torino, dalla Valle d’Aosta a Pisa a Messina.

Controlli mirati per fermare gli spostamenti non autorizzati da una regione all’altra sono stati predisposti lungo le autostrade e le strade di scorrimento extraurbano, aeroporti e stazioni. Ma è con le ordinanze dei sindaci, che ricorrono sempre più in massa al divieto di stazionamento, che si prova a combattere i prevedibili assembramenti.

Quelli nei luoghi consueti della movida, dai centri storici ai lungomare delle località turistiche, ma anche quelli nelle mete classiche delle scampagnate e dei picnic di Pasquetta. Dai parchi alle spiagge, in molte regioni, sarà del tutto proibito anche solo sostare.

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