Partita IVA, regime forfettario: si può rimandare l’emissione fattura per non superare il limite?

Vicini alla soglia limite del forfettario? E' possibile rimandare la fattura per evitare di dover cambiare partita IVA?

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Vicini alla soglia limite del forfettario? E' possibile rimandare la fattura per evitare di dover cambiare partita IVA?

Tra i minimi o i contribuenti del regime forfettario ogni anno si registra un incremento degli introiti medi tra l’inizio e la fine dell’anno. Il sospetto che non sempre sia una casualità è lecito. Ma perché chi ha partita IVA agevolata dovrebbe fatturare di più ad inizio anno?

La spiegazione è semplice: tra novembre e dicembre ci si rende conto di essere vicini al limite massimo di entrate permesso dal forfettario. Per non superare la suddetta soglia, vedendo così la partita IVA perdere tutte le agevolazioni del caso, si “rimanda” la fattura all’anno successivo. E così avviene di anno in anno. Tutto regolare o si rischia qualcosa?

Non tutti sanno che la legge non sanziona solo l’omessa fatturazione ma anche l’emissione in ritardo della fattura. E’ quindi importante conoscere quanto tempo si ha a disposizione.

In linea di massima la fattura deve essere emessa entro il 15 del mese successivo a quello in cui viene effettuata l’operazione addebitata, che si tratti di cessione di beni o di prestazione di servizi. La normativa in ogni caso prevede ipotesi specifiche ed eventuali deroghe distinguendo le fattispecie di cessione di beni mobili, mobili registrati o immobili o per prestazioni di servizi. Ma una regola vale su tutte, e non conosce ulteriori deroghe: la fattura va emessa sempre e comunque entro un anno dal perfezionamento della prestazione o dalla consegna del bene

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