Partita IVA, aumento tasse in arrivo: rischio reale o bufala?

Stanno per aumentare le tasse per chi lavora a partita IVA? Il Movimento 5 Stelle respinge le accuse: è una bufala?

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Stanno per aumentare le tasse per chi lavora a partita IVA? Il Movimento 5 Stelle respinge le accuse: è una bufala?

Prosegue la battaglia del Movimento 5 Stelle contro quelle che, a suo parere, sono fake news per screditare il governo. Questa volta la bufala, o presunta tale, riguarda l’aumento delle tasse per chi lavora a partita IVA. A lanciare l’allarme è stata La Repubblica.

Nell’articolo incriminato si partiva dalla promessa di introdurre la flat tax dal 2019 per le partite IVA e le società di persone. L’aumento della soglia di reddito per l’aliquota agevolata al 15% da 50 a 65 mila porterebbe i beneficiari a circa 500 mila persone. Secondo i dati riportati online conseguenti ai calcoli del presidente dei commercialisti Massimo Miani, 3.2 milioni di imprese pagheranno più tasse. Da una parte infatti, si legge, la riforma fiscale “mette due miliardi tra aliquota piatta al 15% e mini-Ires; dall’altra ne toglie tre abolendo Iri (imposta sul reddito imprenditoriale) e Ace (aiuto alla crescita economica che consente di portare in deduzione del reddito netto una quota degli utili reinvestiti), misure di vantaggio fiscale per professionisti e imprese”. Il numero potrebbe anche salire se il governo dovesse aumentare gli acconti sulle imposte a professionisti ed aziende. Un bluff quindi: un risparmio per le partite IVA solo apparente.

Analisi contestata dal Movimento 5 Stelle che accusa a sua volta la stampa di diffondere notizie precoci prima delle conferme ufficiali divulgando fake news. Alessandro Amitrano, deputato del M5S, ha spiegato “non si dovrebbero terrorizzare le famiglie con delle semplici supposizioni ed è paradossale che a fare queste considerazioni sul giornale siano esponenti dei vecchi esecutivi, come Enrico Zanetti, governi che hanno sempre appoggiato gli interessi delle banche”. Ancora più pesanti le parole di Francesco Silvestri, vice presidente del gruppo del Movimento 5 Stelle alla Camera: “Si tratta di un giornale che si comporta in modo scorretto, che pubblica falsità pur di screditare i suoi ‘nemici’ e che inspiegabilmente non viene richiamato. Chissà se l’Ordine dei giornalisti legge questo quotidiano e ne approva l’etica, ma sta di fatto che ultimamente il giusto nome da attribuire a questo giornale è Fakepubblica”.

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Argomenti: Partita Iva e ditte individuali, Partita Iva