Part time prima della pensione: chi può chiederlo e come funzionerà nel 2016

A quali condizioni e per quali lavoratori sarà possibile l'accesso al part time prima della pensione il prossimo anno? Ecco cosa prevede la Legge di Stabilità 2016

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A quali condizioni e per quali lavoratori sarà possibile l'accesso al part time prima della pensione il prossimo anno? Ecco cosa prevede la Legge di Stabilità 2016

Nella Legge di Stabilità 2016, all’interno del pacchetto pensioni, è stata confermata la possibilità del part time prima della pensione. E’ il cd principio dell’”invecchiamento attivo” che serve ad agevolare il ritiro graduale di chi è prossimo al raggiungimento dei requisiti anagrafici per la pensione (66 anni e 7 mesi per i lavoratori dipendenti uomini, 65 e 7 mesi e 66 anni e 7 mesi nel 2018 per le donne). Questa misura è riservata a lavoratori dipendenti a tempo indeterminato del comparto privato, che hanno compiuto 63 anni.

Part time prima della pensione: come funzionerà nel 2016

I lavoratori dipendenti che hanno compiuto 63 anni e che vantano almeno 20 anni di versamenti dal prossimo anno potranno scegliere di lavorare part time a fine carriera (al massimo per gli ultimi tre anni), senza subire penalizzazioni sull’assegno. Il part time prima della pensione deve essere chiesto volontariamente: la riduzione del lavoro va dal 40 al 60%, secondo gli accordi con il datore.

Part time prima della pensione: fino a quando sarà possibile

La novità del part time prima della pensione inizierà ad inizio 2016 (si attende comunque il decreto). Per il momento la copertura economica è stata stanziata fino al 2018: si tratta infatti di una riforma sperimentale. Più nello specifico il tetto massimo di spesa è stato fissato a 60 milioni di euro per il 2016, 120 milioni per il 2017 e 60 milioni per il 2018. Se una domanda perviene a platfond finito, sarà rinviata all’anno successivo. Non sono previsti vincoli per le aziende per nuove assunzioni. Visto che l’importo concesso per la differenza non concorre a formare reddito e non è assoggettato a contribuzione previdenziale, a fine carriera il lavoratore percepirà lo stesso assegno Inps che avrebbe incassato se avesse continuato a lavorare full time.

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