Part time prima della pensione 2016, donne discriminate: ecco perchè

Part time prima della pensione: il decreto è pronto ma penalizza le donne. Ecco perchè

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Part time prima della pensione: il decreto è pronto ma penalizza le donne. Ecco perchè

Firmato il decreto per il part time prima della pensione nel 2016 ma restano delle ombre e dei nodi da sciogliere. In particolare la misura resta a conti fatti preclusa alle donne che, in questo modo, sono discriminate rispetto ai lavoratori uomini. Vediamo meglio perché.

Part time prima della pensione 2016: firmato il decreto

Part time prima della pensione: requisiti 2016

Il decreto in analisi prevede in sintesi la possibilità per i lavoratori del comparto privato che maturano il requisito per la pensione di vecchiaia entro il 31 dicembre 2018, di accedere al part time agevolato con una riduzione dell’orario in misura compresa tra il 40% e il 60% e con l’accredito figurativo della contribuzione mancante e l’erogazione in busta paga per opera del datore di lavoro della contribuzione per la prestazione non eseguita.

In altre parole per l’ultimo periodo lavorativo, pari al massimo a tre anni, si lavora con orario ridotto ma senza penalizzazioni sulla pensione al momento della maturazione dell’età pensionabile. Sulla carta il part time prima della pensione è aperto a tutti i lavoratori del settore privato, previo accordo con il datore di lavoro. Ufficialmente quindi le donne non sono escluse.

Part time prima della pensione: donne penalizzate

Ad escludere a conti fatti le donne da questa misura però è l’aumento dell’età pensionabile nell’ottica di una equiparazione con i colleghi di sesso maschile.

Requisiti pensione: verso l’equiparazione tra uomini e donne

[tweet_box design=”box_07″ float=”none”]Il part time prima della pensione è una prerogativa maschile?[/tweet_box]

Facciamo due conti sulla base dei requisiti per l’accesso al part time prima della pensione: gli uomini nel 2016 per uscire devono possedere almeno 63 anni e sette mesi di età, quindi essere sono nati prima del maggio 1952.

Le donne invece dal 2016 possono andare in pensione con 65 anni e 7 mesi di età: questo, come ha sottolineato la Uil, l’opzione è di fatto preclusa perché quelle che sono nate entro il 1951 sono già uscite mentre quelle nate nel 1952 (che hanno appena compiuto o compiono 64 anni entro il 31 dicembre 2016) possono uscire quest’anno grazie ad una deroga prevista alla legge Fornero; infine le donne nate nel 1953 restano escluse perché raggiungeranno il requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia solamente nel 2019.

   

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