Part time pensioni: quanti lavoratori accederanno?

Quanti saranno i lavoratori vicini all'età del pensionamento che faranno ricorso al part time agevolato per l'invecchiamento attivo?

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Quanti saranno i lavoratori vicini all'età del pensionamento che faranno ricorso al part time agevolato per l'invecchiamento attivo?

Con una nota di Agenzia la MF-DJ affronta il tema del Part time agevolato per chi è vicino all’età del pensionamento per incentivare l’invecchiamento attivo. In un’intervista a Repubblica il ministro del Lavoro Giuliano Poletti ha parlato di quanti saranno i lavoratori che potrebbero fare ricorso al part time utilizzando questa flessibilità di pensionamento attivo.   Riportiamo integralmente la nota d’agenzia con maggiori chiarimenti. ”Il part time agevolato, che peraltro arriva con grave ritardo, rappresenta il primo tentativo di dare una risposta al nuovo fenomeno sociale: quello dell’invecchiamento attivo”. Lo ha affermato in un’intervista a Repubblica il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, aggiungendo che “saranno 30.000 i lavoratori” che faranno ricorso al part time. Quanto alla possibilita’ di prevedere meccanismi di flessibilita’ in uscita, “non so” se ci saranno, ha spiegato POletti assicurando che “il tema e’ sicuramente all’ordine del giorno”, ma “la sua complessita’ e’ confermata dal fatto che finora non si e’ riusciti a farlo”. Secondo Poletti, “da una parte ci sono i vincoli europei, dall’altra le nostre regole di contabilita’ nazionale che non ci consentono di attualizzare i risparmi”. Tuttavia, “continuo a pensare che ci siano meccanismi possibili per gestire” il pensionamento flessibile. Le possibilita’ che con la prossima legge di stabilita’ si possa introdurre il pensionamento flessibile con penalizzazioni, “sono il 51%, piu’ della meta’”, ha osservato Poletti precisando che “si deve individuare un equilibrio delicato tra vincoli europei e vincoli nazionali. Ma c’e’ anche l’impatto sui cittadini, perche’ non possiamo escludere da pensionamento flessibile le persone che riceveranno un assegno troppo basso per effetto delle penalizzazioni previste. Bisognera’ trovare delle soluzioni articolate, non uguali per tutti con un bilanciamento tra componente assistenziale e previdenziale”, ha concluso.

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