Parlamentari: c’è anche il taglio degli stipendi in vista

Anche gli stipendi dei parlamentari italiani, i più alti del mondo, entrano nel mirino dei tagli dopo il referendum. Sarà la volta buona?

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Anche gli stipendi dei parlamentari italiani, i più alti del mondo, entrano nel mirino dei tagli dopo il referendum. Sarà la volta buona?

Non c’è solo taglio del numero dei parlamentari, ma anche quello degli stipendi. A dirlo con forza è Luigi Di Maio (M5S) che da anni si batte per il ridimensionamento dei privilegi della casta politica.

In Italia i parlamentari sono i più pagati al mondo. Lo rivela uno studio inglese di qualche tempo fa e che mette al primo posto dei costi per le indennità parlamentari proprio l’Italia. Un triste primato che da anni indigna ogni singolo cittadino. Secondo lo studio inglese (Independent Parliamentary Standards Authority), i veri “paperoni” sono i parlamentari italiani con uno stipendio medio di oltre 120 mila sterline annue. Subito dietro troviamo Australia e USA con circa 117 e 114 mila sterline annue. All’interno della Ue, solo l’Austria è poco sotto, ma per il resto dell’Unione gli italiani guadagnano il 60% di euro in più rispetto alla media europea. Spese fuori da ogni logica e che non ci si può più permettere di sostenere – dice di Maio – il quale aggiunge che

quelli del ‘no’ sostengono che non serve tagliare i parlamentari, ma che bisogna tagliare gli stipendi. Bene, sono otto anni che noi lo stiamo facendo e che chiediamo di farlo anche agli altri. Vi propongo un patto: votiamo “sì” al referendum del 20-21 e dal 22 tagliamo pure lo stipendio dei parlamentari. Non ci vuole molto, è sufficiente una delibera dell’Ufficio di presidenza, non serve una legge”.

I super stipendi dei parlamentari italiani

Ma vediamo in dettaglio a quanto ammontano le indennità che i contribuenti italiani riconoscono ai loro rappresentanti in Parlamento. Tra stipendio, diaria, rimborso spese di soggiorno, budget per lo staff, rimborso per telefonate e spese informatiche, un parlamentare italiano può portare a casa anche 17.000 euro al mese. Lo stipendio base ammonta a circa 10.500 euro al mese a cui bisogna poi aggiungere circa 3.500 euro di diaria riconosciuta per la presenza in aula. Quest’ultima è decurtata proporzionalmente per ogni giorno di assenza. E si arriva così a 14.000 euro al mese. A ciò bisogna poi aggiungere i vari rimborsi previsti per gli spostamenti e i soggiorni per motivi istituzionali. Deputati e senatori, poi, si muovono gratuitamente coi mezzi pubblici e lungo le autostrade per tutta la durata del loro mandato. A ciò si devono aggiungere infine i rimborsi per le corse in taxi (fino a 3.300 euro a trimestre), per le spese telefoniche e di internet (fino a 3.100 euro all’anno). Anche l’assistenza sanitaria è gratuita e poi c’è l’assegno di fine mandato. E, come se non bastasse, qualcuno ha pensato bene di ritagliarsi anche il bonus Inps da 600 euro per emergenza Covid.

Stipendi parlamentari: Italia al top, in fondo c’è Malta

Cifre completamente spropositate e nettamente superiori agli altri Paesi europei. In Francia, ad esempio, la retribuzione media al mese di un parlamentare è di circa 7mila euro lordi. In Spagna l’indennità lorda è di 2.800 euro al mese. Ma ecco la classifica di tutti gli altri Paesi secondo un dossier Ocse/Eurostat del 2013 che  vedeva indiscussi al primo posto i parlamentari italiani, con 144 mila euro. Al secondo posto c’è l’Austria (106.583), seguita da Olanda (86.125), Germania (84.108) e Irlanda (82.065). Guadagnano ancor meno i colleghi belgi (72.017), greci (68.575) e lussemburghesi (66.432). Ancor più sotto la Francia (62.779) seguita da Finlandia (59.640), Slovenia (50.400), Cipro (48.960), Portogallo (41.387), Spagna (35.051) e Slovacchia (25.920). Ultima in classifica Malta, dove i parlamentari percepiscono solamente 15.768 euro.

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