Pannolini e assorbenti, IVA 2019: restano beni di lusso?

Pannolini e assorbenti: salta la proposta di IVA agevolata nel 2019. Restano beni di lusso? In Italia esiste la tassa rosa?

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Pannolini e assorbenti: salta la proposta di IVA agevolata nel 2019. Restano beni di lusso? In Italia esiste la tassa rosa?

Un’altra occasione persa: l’IVA su pannolini e assorbenti nel 2019 resta quella ordinaria, nessuna tassa agevolata per questi beni di prima necessità (lo sanno bene mamme e donne) che continuano ad essere trattati, dal punto di vista fiscale, alla stregua di beni di lusso.

Pannolini e assorbenti e il paradosso dell’IVA senza sconti

Sebbene pannolini e assorbenti siano funzionali all’igiene di neonati, bambini e donne (ma anche di anziani e disabili se pensiamo ai pannoloni), l’IVA su questi prodotti è ordinaria al 22%.

Ecco perché probabilmente avrete sentito parlare di tampon tax o di tasse rosa. Può sembrare paradossale e assurdo ma l’IVA sui pannolini e gli assorbenti è, e al momento resterà, la stessa che si applica su vino, sigarette e altri prodotti non necessari nella vita quotidiana. E ci sono beni come il tartufo che godono di IVA agevolata al 10%. Di tassa rosa si parla anche perché i rasoi sono considerati beni di prima necessità e quindi godono di iva agevolata al 4%.
Il Movimento 5 Stelle aveva proposto di abbassare l’IVA su questi prodotti di igiene intima femminile e per l’infanzia a 5% ma la modifica non è stata attuata.

La tassa sulle donne e il maschilismo italiano

Carla Ruffini, del movimento femminista di Reggio Emilia, ha fatto un paragone con altri Stati europei che si stanno muovendo per superare questa discriminazione di genere sul piano fiscale: in Spagna l’iva sugli assorbenti è al 4%, in Irlanda addirittura non si pagano le tasse e in Scozia sono distribuiti gratuitamente. Tassazione ridotta anche in Francia e Inghilterra (5%) e in Belgio (6%).
Dal governo invece giustificano il mancato riconoscimento dello sconto iva proprio con l’esigenza di non provocare tensioni con l’Europa: detto la sottosegretaria all’Economia Laura Castelli (M5S) ha ricordato le pressioni di Bruxelles spiegando che “le questioni che riguardano la fiscalità a volte chiedono un po’ più di tempo”. Respinta quindi la proposta che portava la firma di Francesco Boccia (Pd), per la riduzione dell’IVA su pannolini e latte artificiale al 5%.

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