Paninometro e tazzinometro: così il Fisco conta panini e caffè per i controlli sulle dichiarazioni dei redditi

Quanti caffè e quanti panini: è vero che il Fisco controlla tutto per verificare la veridicità dei redditi dichiarati?

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Quanti caffè e quanti panini: è vero che il Fisco controlla tutto per verificare la veridicità dei redditi dichiarati?

Qualcuno di voi avrà letto delle notizie in merito a “tazzinometro” e “paninometro”: è vero che il Fisco controlla anche caffè e panini per verificare l’attendibilità delle dichiarazioni dei redditi? Chi è soggetto a controlli?

Paninometro e tazzinometro: controllo del Fisco sui ricavi attività

Facciamo prima di tutto chiarezza su un aspetto soggettivo: i controlli di questo tipo riguardano i ricavi di attività, più nello specifico paninometro e tazzinometro quindi, rispettivamente, panifici e bar.

Nel primo caso farina e lievito servono a stimare la produzione e la vendita di pane. Se le quantità tra materie prime comprate e prodotto finale venduto non coincidono, le Entrate possono dedurre che ci sia stato scambio in nero (così come da ordinanza n. 21860/2018) . Un simile orientamento era stata seguito di recente nell’ordinanza n. 21130/2018 mettendo a confronto la polvere di caffè con i caffè venduti secondo quanto risultante dalle scritture contabili. Anche se i dati risultano esatti quindi il Fisco può riscontrare gravi elementi di incongruità e se l’esercente non sa fornire prova contraria è sottoposto ad accertamento.
Non si tratta quindi, per fortuna, e almeno per il momento, di controlli su quanti caffè beve o panini mangia la mattina il singolo contribuente cliente al bar. E’ una questione che ricorda da vicino quella del numero di lenzuola portate in lavanderia da B&b, affittacamere e alberghi per una verifica sulle prenotazioni delle camere registrate regolarmente con ricevuta o fattura.

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Argomenti: Evasione fiscale, Redditometro