Pam, studenti al lavoro di domenica: le liberalizzazioni cambiano la vita

Una valanga di studenti a disposizione della Pam per il lavoro domenicale. Ma è questa la strada per creare crescita economica? La liberalizzazione sbandierata dal governo Monti che tipo di lavoro crea?

di Redazione InvestireOggi, pubblicato il
Una valanga di studenti a disposizione della Pam per il lavoro domenicale. Ma è questa la strada per creare crescita economica? La liberalizzazione sbandierata dal governo Monti che tipo di lavoro crea?

La manovra salva Italia, il decreto legge n. 201 11, introduce la liberalizzazione degli orari di apertura e chiusura dei negozi e delle attività commerciali. Apertura h 24, tutti i giorni dell’anno, anche nei giorni festivi come le domeniche. Un insegnamento che sembrerebbe essere stato preso quasi alla lettera da Pam, la catena della Gdo che si è fatta promotrice dell’iniziativa Studenti al lavoro di domenica. L’obiettivo della legge sulle liberalizzazioni è la crescita economica del nostro paese, un rilancio dei consumi calati bruscamente e in base ai dati ufficiali, in prossimità delle appena trascorse vacanze pasquali, questi stessi consumi non sembrano essere aumentati.

 

Liberalizzazione orari negozi: i ricorsi dinanzi alla Consulta di Toscana e Veneto

Liberalizzare gli orari di apertura e di chiusura dei bar, negozi e ristoranti, secondo il nuovo Governo tecnico, porta nuove opportunità di rinascita economica e le regioni avevano tempo fino al prossimo 30 settembre, per emanare ordinanze in attuazione a questa liberalizzazione. Tra queste regioni  però, è d’obbligo segnalare le posizioni contrastanti ad esempio del Veneto e della Toscana. Il tribunale amministrativo regionale veneziano, con l’ordinanza n. 265 del 29 febbraio 2012, esaminando un ricorso presentato contro un provvedimento del comune di Treviso che aveva limitato la possibilità di apertura alla domenica degli esercizi di vendita, ha rimesso la questione direttamente alla Corte Costituzionale, individuato come l’unico giudice in grado di dettare le norme in materia di orari di apertura di negozi e attività commerciali. Alla stessa stregua, la regione  Toscana che prima di tutte ha impugnato, sempre dinanzi alla suprema Corte Costituzionale, le misure della manovra salva Italia in tema di liberalizzazione. “La liberalizzazione totale e selvaggia degli orari e delle aperture è solo un altro regalo alla grande distribuzione e una batosta per le piccole imprese. Un minimo di regole è utile anche alla concorrenza. Tutto questo, mentre bisognerebbe invece rilanciare il piccolo commercio per fini sociali, di sicurezza, di vivibilità, di sicurezza e di identità”. Così aveva dichiarato il Governatore toscano, Enrico Rossi. Di fronte alla liberalizzazione degli orari di apertura e di chiusura dei negozi in tutta Italia, si è aperto un dibattito tra i convinti sostenitori e i fermi oppositori. C’è chi afferma che la liberalizzazione non porta ad alcunché e chi invece plaude all’intervento dell’esecutivo tecnico guidato dal prof Monti. Certo che tenere aperti 24 ore su 24, da domenica a domenica, in orario continuato anche nei giorni di festa, significa per l’azienda assumere personale. Quindi liberalizzare porta a incentivare le assunzioni?

 

Pam lavoro per studenti: un esercito a disposizione

Si segnala a questo punto e in questa sede, l’iniziativa di una grande catena di distribuzione, la Pam che, in vista delle aperture domenicali, in ben 130 punti vendita sparsi per il belpaese, ha affisso degli avvisi che recitano: “Sei studente? Lavora con noi la domenica”. Dichiara il gruppo veneto delle grande distribuzione alimentare come “ L’iniziativa è partita in sordina ma ha via via bucato l’attenzione degli universitari e ad oggi, dopo circa un mese dall’inizio della campagna di assunzioni, dal quartiere generale di Spinea i responsabili delle risorse umane del gruppo stimano tra le tre e le cinque mila le domande di ingaggio pervenute tramite il sito lavoraconnoi.gruppopam.it”. L’iniziativa del Gruppo Pam si inserisce nell’ottica della liberalizzazione del commercio, liberalizzazione voluta dal Governo Monti che ne fatto la sua bandiera, adottando il decreto liberalizzazione prima e quello semplificazione dopo. Una scelta quella dei vertici della Pam che ha permesso ad ogni responsabile di filiale di assumere personale part time a fronte della programmazione delle aperture domenicali. Così, se ve ne fosse bisogno, ecco un esercito di lavoratori studenti, che lavorano per 8 ore alla domenica, facendo riferimento alle norme che regolano la contrattazione collettiva del commercio, che prevede espressamente l’assunzione part time per giovani studenti. Anche se non ci sono fonti precise sulla retribuzione, la busta paga di un mese si aggirerebbe sulle 300-400 euro.

 

Aperture domenicali: l’esercito di studenti lavoratori domenicali

Le mansioni per le quali i supermercati Pam cercano giovani studenti sono quelle di base, come addetto alla cassa o più in generale al punto vendita. Ma il gruppo evento alimenta speranze ( si spera non false) per cui afferma che “Se terminati gli studi vorrai continuare a lavorare con noi ti offriremo la possibilità di partecipare a un processo di crescita all’interno dell’azienda” Così hanno cominciato moltissimi dei nostri manager” – continuano i vertici del gruppo – “e anche tu potrai fare la stessa carriera assumendo un giorno la guida di un supermercato o di un reparto all’interno di un ipermercato”.

 

Le critiche dei sindacati

Dal caso dei lavoratori studenti della Pam si possono trarre diverse opinioni e conclusioni. Se l’obiettivo del governo con la liberalizzazione era la ricrescita economica che doveva portare come ovvia conseguenza un incentivo all’occupazione è ovvio che questo obiettivo è fallito miseramente. I contratti part time, domenicali per giovani studenti non sono certo una misura nuova di sviluppo del mercato di lavoro. Anzi. Si alimenta la precarietà che il Governo vuole, a tutti i costi, che faccia rima con flessibilità, in termini positivi. Ma a guardarci introno questa flessibilità ha creato più  danni che altro. Sul piano sindacale la deregulation del commercio, avviata con le lenzuolate di Bersani e proseguita con Monti dopo, ha trovato la ferma e aspra opposizione dei sindacati, in prima fila la Cgil che a discapito dello sviluppo del settore commercio ha posto come baluardo il sacrosanto diritto al  riposo domenicale dei lavoratori e alla coesione delle famiglie, messa a repentaglio dall’assenza delle madri impegnate a riempire scaffali di supermerkat o ad affettarci i salumi  per quattro spiccioli.

 

 

 

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Argomenti: Lavoro e Contratti