Pagamento bancomat e contante: chiarimenti su rimborsi fiscali e rischio contagio

Pagare con bancomat o contanti: due cose da sapere e aggiornamenti delle Entrate e sul rischio di contagio da coronavirus.

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Pagare con bancomat o contanti: due cose da sapere e aggiornamenti delle Entrate e sul rischio di contagio da coronavirus.

Chi va a spesa si trova dinanzi ad una scelta: pagamento con bancomat o carta di credito oppure in contanti? In questo articolo riportiamo un aggiornamento per l’uno e per l’altro in seguito all’emergenza Coronavirus.

Pagamento con bancomat: rimborso delle commissioni POS da luglio

Il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate datato 29 aprile 2020, ha confermato l’avvio del rimborso delle commissioni POS per i pagamenti con bancomat effettuati a partire da luglio 2020. La misura riguarda i titolari di partita IVA: fino a 400.000 euro di ricavi o compensi potranno ottenere un rimborso parziale delle commissioni addebitate sulle transazioni tramite pagamenti tracciabili.

Pronto ai blocchi di partenza quindi il nuovo flusso di comunicazione tra banche ed Agenzia delle Entrate che servirà anche a definire più efficienti strategie di controllo. Il provvedimento delle Entrate specifica anche che nel concetto di provvedimento rientrano anche i costi fissi.

Chiudiamo invece con un consiglio rivolto a chi la spesa la va a fare e decide di pagare in contanti. Questo metodo di pagamento è meno scelto ultimamente perché spaventa di più per il rischio contagio. Facciamo presente, a questo proposito, per chi non può evitarlo, che alcuni studi avrebbero dimostrato che il virus si trattiene e trasmette più tramite banconote che per mezzo delle monete. La motivazione è legata ai materiali perché il rame delle monete è un veicolo “meno comodo” per il Covid. Quindi prendere il resto in monete è meno pericoloso, sotto il profilo del contagio, che pagare con soldi di carta. In entrambi i casi resta importante disinfettare le mani comunque.
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