Pagamenti in contanti: ipotesi limite da 300 a 500 euro?

Sul limite ai pagamenti in contanti resta il nodo delle alte commissioni sulle transazioni con carta di credito

di Alessandra M., redazione Investireoggi.it, pubblicato il
Sul limite ai pagamenti in contanti resta il nodo delle alte commissioni sulle transazioni con carta di credito

SUI PAGAMENTI IN CONTANTI LA SOGLIA SI ALZA A 500 EURO: OBIETTIVO TRACCIABILITA’ 

Proseguono le discussioni del governo in materia di tracciabilità e abbassamento della soglia di pagamento in contanti ( attualmente il limite è fissato a 2.500 euro, oltre i quali occorre effettuare il pagamento solo in moneta elettronica). Per ora i tecnici dell’esecutivo sembrano orientati ad abbassare la soglia alla cifra di 500 euro, ma occorrerà anche tenere conto delle commissioni che vengono pagate per l’utilizzo di bancomat e carte di credito ( sono circa 6 i miliardi di euro che vengono pagati come spese di utilizzo). Il grosso dei pagamenti di commissioni avviene nell’ambito dei settori viaggi, ristoranti, alberghi, alimentari e calzature, tenuto conto che attualmente almeno il 57 per cento di tutte le commissioni pagate è destinato a tali spese. Inoltre l’aumento delle transazioni elettroniche ha sicuramente favorito lo sviluppo di pagamenti tramite carte di credito e le commissioni pagate di conseguenza sono cresciute esponenzialmente.

 

COMMISSIONE CARTA DI CREDITO: ABBASSARLA PER AUMENTARE LE TRANSAZIONI

Tuttavia le statistiche vedono l’Italia come fanalino di coda nell’ambito delle transazioni effettuate con carte di credito. Sono infatti 27 (e nel sud Italia scendono a 16) le operazioni effettuate nel nostro paese a fronte di una media di 61 nell’eurozona e di 65 nella comunità europea. Si potrebbe rimediare a tale valore con l’abbassamento della soglia di obbligo di pagamento in contanti, ma uno sprint deriverebbe anche dall’abbassamento delle commissioni dovute ogni volta che si utilizza una forma di pagamento elettronica. E’ su quest’ultimo punto che si discute molto, tenuto conto che le associazioni degli esercenti sono ferme nel rivendicare il fatto di non voler pagare solo loro la modifica legislativa in tema di tracciabilità. Dalle ultime rilevazioni sembra infatti che per ogni transazione di 100 euro  occorre pagare sino a 2 euro di commissioni per l’utilizzo della carta di credito. I settori più “dispendiosi” in termini di pagamento delle commissioni sono quelli dei biglietti aerei, antiquari, taxi e trattamenti di bellezza. Per i bancomat la commissione risulta invece più ridotta, in quanto l’addebito del pagamento effettuato viene contestualmente addebitato sul conto corrente, e pertanto il rischio dello scoperto di conto rimane molto limitato.

 

NIENTE COMMISSIONI SU ACQUISTI PER OLTRE 100 EURO DI CARBURANTE

Per il problema delle transazioni la legge di stabilità ha già tentato di introdurre alcune norme in modo tale da agevolare alcuni titolari di partita iva. Ad esempio è stato già disposto che dal primo gennaio i pagamenti del carburante presso le stazioni di servizio per un importo superiore ai 100 euro non saranno assoggettati a costi aggiuntivi o commissioni. Tale provvedimento ha ottenuto un plauso da parte delle associazioni di categoria e si augurano che la norma agevolativa possa essere estesa anche d altre categorie. Inoltre ridurre le commissioni potrebbe anche avere effetti benefici per quanto riguarda le vendite ( a tal proposito si segnala che il settore calzature ed abbigliamento nell’ultimo anno ha avuto un calo di circa 17 punti percentuali).

 

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Argomenti: Lavoro e Contratti