Paga oraria minima: cosa abbiamo da imparare dalla Germania

Qual è la paga oraria minima (dignitosa) che si dovrebbe riconoscere ad un lavoratore? In Germania è fissata per legge: e in Italia?

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Qual è la paga oraria minima (dignitosa) che si dovrebbe riconoscere ad un lavoratore? In Germania è fissata per legge: e in Italia?

In un Paese civile a quale paga oraria minima si dovrebbe accettare di lavorare? Guardiamo all’esempio recente di una nazione europea che molti italiani scelgono per andare a lavorare all’estero: la Germania. La legge tedesca ha fissato dal primo gennaio 2015 la paga minima oraria a 8,50 euro lorde (ad eccezione di coloro che hanno redditi minimi e che quindi sono esenti dalla tassazione). La decisione della Germania è avvenuta sulla spinta dell’aumentare dei cd working poors, quelli che in Italia chiamiamo i nuovi poveri, ovvero persone che lavorano ma che vivono comunque in condizioni di povertà. Perché l’Italia non può seguire questo esempio? Vediamo prima di tutto quali sono stati gli effetti dell’introduzione del salario orario minimo nei mesi scorsi. Stando alle stime tedesche fornite dalla Bundesbank l’applicazione della paga oraria minima riguarda potenzialmente oltre 3,7 milioni di lavoratori. La misura si estende anche ai dipendenti a termine per contratti di durata superiore ai tre mesi. Restano fasce di lavoratori esclusi da questa garanzia: ad esempio i giovani tirocinanti o chi viene assunto dopo un anno di disoccupazione (ma solo per i primi sei mesi di contratto). Alla base di queste eccezioni c’è la volontà di offrire ai datori di lavoro uno stimolo ad assumere giovani inesperti o persone che, da tempo disoccupate, hanno estremo bisogno di lavorare. Ma prevedere una paga oraria minima serve a contrastare la disoccupazione? La questione è complessa. Vero è che i numeri sulla disoccupazione sono incoraggianti (ad aprile scorso ha toccato i minimi storici dell’ultimo ventennio) ma non si può escludere che l’imposizione per i datori di lavoro di una paga minima oraria possa incentivare il lavoro in nero ad esempio. A questo scopo il governo tedesco ha previsto un’introduzione graduale proponendo uno schema di minimi dal carattere temporaneo in base alla regione e al settore.

Salario minimo e mini jobs: cosa è cambiato

La riforma del lavoro in Germania ha riguardato da vicino i cd mini jobs. Secondo quanto riporta il centro di ricerca tedesco Zew circa il 65% dei lavoratori impiegati in mini-jobs percepiva meno di 8,50 euro l’ora. C’è però un aspetto contradditorio da considerare: un dossier dell’agenzia governativa che gestisce questo tipo di contratti, lascia intendere che non sempre impieghi di questo tipo “valga

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Busta paga

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.