Pace fiscale: il condono penalizza lavoratori dipendenti con busta paga?

La pace fiscale non accontenterà tutti: c'è chi punta il dito contro un condono che, nei fatti, finirà per penalizzare i lavoratori dipendenti con busta paga favorendo gli autonomi.

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
La pace fiscale non accontenterà tutti: c'è chi punta il dito contro un condono che, nei fatti, finirà per penalizzare i lavoratori dipendenti con busta paga favorendo gli autonomi.

Che si chiami condono, sanatoria o con altri termini, la pace fiscale che il governo sta studiando per chi ha debiti arretrati non piace a tutti. Da più fronti chi è contrario ne evidenzia i punti deboli. In un recente comunicato Aduc punta il dito contro una manovra che, resettando completamente il passato, di fatto penalizza chi ha sempre pagato onestamente a vantaggio degli evasori fiscali. Non solo: viene fatta emergere una disparità di trattamento tra lavoratori autonomi a partita IVA e dipendenti con busta paga. Questi ultimi infatti subendo la trattenuta del quinto non hanno potuto evadere e ora si vedono beffati da chi invece ha evaso le tasse. Si legge esplicitamente e senza troppi giri di parole nel comunicato che, con la pace fiscale varata dal governo, “chi ha pagato le tasse come cittadino onesto è preso per i fondelli da una manovra che è una resa agli evasori fiscali. Chi ha dato, cioè pagato le tasse, ha dato, e chi non ha dato sarà favorito. Il popolo dei lavoratori dipendenti e dei pensionati non può evadere perché a busta paga, mentre i cosiddetti autonomi potranno usufruire del condono”.

Pace fiscale: voluta dalla Lega, appoggiata dai 5 Stelle

Delle due forze politiche al governo, il comunicato Aduc non risparmia nessuna delle due evidenziando “una resa incondizionata alla Lega che già nel passato aveva votato per i condoni fiscali.
Con una mano vorrebbero tagliare gli sprechi e con l’altra si favoriscono i frodatori. Con quale credibilità?
L’onestà, che è quella politica, tanto sbandierata ai quattro venti dal M5S, cade miseramente davanti ai favori, agli evasori fiscali.
Non bastano 108 miliardi di evasione annuale per far capire a Di Maio che, di condono in condono, non si fa altro che avvalorare un sistema che ha provocato, e provoca, dissesti economici.
Il popolo che lavora e paga le tasse se la può prendere in “saccoccia”, come si dice a Roma”.

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Argomenti: News Fisco, Debiti Equitalia