Pace fiscale, ecco le istruzioni ufficiali dell’Agenzia delle Entrate: ammessi ed esclusi alla definizione agevolata

L'Agenzia delle Entrate ha pubblicato la circolare per la definizione agevolata delle liti: ecco quando è possibile ottenere la sanatoria e in quale modo.

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L'Agenzia delle Entrate ha pubblicato la circolare per la definizione agevolata delle liti: ecco quando è possibile ottenere la sanatoria e in quale modo.

Pubblicata ieri, 1° aprile 2019 la circolare numero 6 dell’Agenzia delle Entrate relativa alla pace fiscale e alle liti pendenti. Il documento contiene una serie di istruzioni specifiche nonché i chiarimenti sulla definizione agevolata delle liti pendenti aventi come controparte l’Agenzia delle Entrate appunto.
Dopo mesi di attesa quindi ecco che finalmente arrivano ben 54 pagine di istruzioni dettagliate.
La sanatoria introdotta dal Decreto Fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2019 si applica alle controversie tributarie pendenti di qualsiasi grado e stato del giudizio, il cui ricorso in primo grado sia stato notificato entro il 24 ottobre 2018.

Atti ammessi alla pace fiscale: per quali tipi di debiti si può fare domanda

Obiettivo primario è quello di elencare gli atti ammessi alla definizione agevolata delle controversie tributarie pendenti (e di conseguenza individuare anche quelli che invece restano esclusi da tale possibilità).

Tra i debiti non inclusi nell’iter della pace fiscale segnaliamo in primo luogo il bollo auto non pagato. Molti utenti ci hanno scritto (e ci continuano a scrivere) per sapere se è possibile regolarizzare la propria posizione su rate del bollo auto arretrate chiedendo la definizione agevolata. Per questo tributo però lo sconto è escluso.
Si applica invece la pace fiscale in caso di riduzione o esclusione delle deduzioni e detrazioni non spettanti sulla base dei dati dichiarati dai contribuenti.

Come chiedere l’adesione alla pace fiscale e come viene calcolato lo sconto

Per i debiti ammessi alla pace fiscale, la domanda di definizione agevolata potrà essere inoltrata presso:
• le Commissioni tributarie provinciali, regionali, nonché le Commissioni tributarie di primo e di secondo grado di Trento e Bolzano, anche a seguito di rinvio;
• la Corte di cassazione.
Per quanto attiene al calcolo, lo sconto sarà variabile e calcolato in base allo stato e al grado della controversia (si va dal 5 al 100%).

Per maggiori approfondimenti rinviamo al testo integrale del provvedimento dell’Agenzia delle Entrate consultabile a questo link.

Leggi anche:
Pace fiscale 2019: aggiornamenti sui debiti ammessi

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