Pace fiscale e buon senso, si spera nel cambiamento radicale

Pace fiscale e buon senso, molti i dubbi su questa nuova misura e molte criticità, si spera nel buon senso per risolvere i vari problemi.

di Angelina Tortora, pubblicato il
Rottamazione e Pace Fiscale

Un lettore mi ha fatto una giusta riflessione sulla pace fiscale e sui metodi utilizzati dall’Agenzia delle entrate per risalire alla capacità economica del cittadino nei pagamenti, senza intervenire con pignoramenti, ecc.

Pace fiscale: le riflessioni di un nostro lettore

Buongiorno, le chiedo come non sia mai stato attuato da parte del governo e precisamente dall’agenzia delle entrate riscossione (equitalia) il metodo per incassare dal cittadino debitore la formula di presentazione allo sportello DELLA DENUNCIA DEI REDDITI E DEL MODELLO ISEE un quadro completo per capire lo stato economico del debitore da cui trovare dei parametri per il calcolo della rata da pagare e non essere allineati tutti con le 72 o 120 rate, comporterebbe da parte di tutti i debitori l’impegno di pagare nelle dovute possibilità.
A oggi invece troviamo il contrario non riuscire a pagare con conseguenze di pignoramenti presso terzi fermi amministrativi ipoteche sulla casa, spero che la pace fiscale sia fatta di buon senso
Buona giornata. Un suo assiduo lettore.

Che cos’è la pace fiscale

La pace fiscale è stata prevista nel contratto del Governo del cambiamento, riporta testualmente “Il miglioramento delle procedure di riscossione passa inevitabilmente dal preventivo e definitivo smaltimento della mole di debiti iscritti a ruolo, datati e difficilmente riscuotibili per insolvenza dei contribuenti. È opportuno instaurare una “pace fiscale” con i contribuenti per rimuovere lo squilibrio economico delle obbligazioni assunte e favorire l’estinzione del debito mediante un saldo e stralcio dell’importo dovuto, in tutte quelle situazioni eccezionali e involontarie di dimostrata difficoltà economica. Esclusa ogni finalità condonistica, la misura può diventare un efficace aiuto ai cittadini in difficoltà ed il primo passo verso una “riscossione amica” dei contribuenti”.

Cosa prevede

Ad oggi non si hanno certezze di come questa misura verrà messa in pratica, da indiscrezioni, prevede la possibilità di saldare il debito con il Fisco pagando una percentuale minima dell’importo della cartella Equitalia. Per chiudere la lite fiscale con il Fisco, il calcolo avverrà sulla base della specifica situazione economica del contribuente interessato dalla misura secondo tre scaglioni di aliquote: 6, 10 e 25%. Una specie di saldo a stralcio quindi il cui importo varierà in base al reddito, si terrà conto anche della situazione familiare e reddituale: eventuali figli minori a carico, immobili di proprietà e, ovviamente, situazione lavorativa, ecc.

Non saranno ammessi alla pace fiscale contribuenti con debiti Equitalia che superano i 200 mila euro. Escluse anche le cartelle Equitalia successive al 2014.

Questa misura ha suscitato le contestazioni di molti contribuenti che si trovano in situazioni più complicate e con debiti alti.

Pace fiscale l’appello di una lettrice a Salvini

Se hai domande o dubbi, contattami: [email protected]

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Argomenti: News Fisco, Cartella esattoriale, Rottamazione cartelle esattoriali