Ottava Salvaguardia: le risposte del Governo alle domande delle lavoratrici esodate

Ci sarà spazio anche per le esodate di Poste Italiane nell'Ottava Salvaguardia allo studio del governo?

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Ci sarà spazio anche per le esodate di Poste Italiane nell'Ottava Salvaguardia allo studio del governo?

Le lavoratrici esodate delle Poste, escluse dalla Settima Salvaguardia, premono per l’Ottava. Ieri le richieste sono state presentate al Ministero del Lavoro in Commissione Lavoro alla Camera. La questione riguarda qualche centinaia di lavoratrici nate dopo il 1955 e che hanno stipulato accordi individuali di incentivo all’esodo con Poste Italiane nel 2011 ma che, fino ad oggi, non sono state ammesse alle agevolazioni per gli esodati varate dal Parlamento a causa del progressivo slittamento dell’età pensionabile di vecchiaia.

Lavoratrici Poste: quante sono le escluse dalla Settima Salvaguardia che sperano nell’Ottava?

A dilatare la data di uscita hanno contribuito da una parte gli adeguamenti alle aspettative di vita  (+ tre mesi dal 2013 e altri 4 mesi dal 2016) e dall’altra l’applicazione dell’articolo 18, comma 1 del decreto legge 98/2011 che prevedeva lo slittamento progressivo della pensione di vecchiaia a partire da inizio 2014. Questi adeguamenti infatti non erano stati preventivati al momento della stipula degli accordi di esodo con Poste e quindi, in poche parole, hanno causato l’esclusione dalle precedenti misure di Salvaguardia, delle lavoratrici che hanno raggiunto il requisito anagrafico dei 60 anni dopo il primo semestre del 2015.

Proprio perché il numero delle lavoratrici in questione è esiguo, lo sforzo per il governo per introdurle nella prossima Salvaguardia non appare eccessivo. Tuttavia occorre prima di tutto quantificare in maniera più precisa la platea di lavoratrici coinvolte. I dati di Poste e delle Direzioni Territoriali del Lavoro non sembrano coincidere.

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