Orlando, riforma ammortizzatori sociali entro inizio luglio

Si va verso una semplificazione degli ammortizzatori sociali. In Italia ci sono troppe Cig e procedure che generano confusione.

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Si avvicina la data di presentazione del piano di riforma degli ammortizzatori sociali. Entro la prima settimana di luglio sarà presentata a tutti la nuova Cig che probabilmente vedrà la luce dal 1 gennaio 2022.

Lo ha detto il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, nella conferenza stampa al termine della seconda giornata del G20 del Lavoro a Catania. “Il confronto con il Mef è iniziato: c’è stato un primo passaggio sugli ammortizzatori sociali che proseguira’” ha precisato Orlando senza fornire cifre fino a quando non sarà concluso.

La riforma degli ammortizzatori sociali

Si punta a un ammortizzatore unico al posto delle varie forme di cassa integrazione e a una revisione della Naspi con più risorse economiche. Orlando sostiene che “l’investimento è consistente ma sostenibile“.

Sulla scelta di fare ulteriori passaggi, questo nasce dalla volontà di andare oltre la logica degli ammortizzatori sociali come uno strumento di difesa passiva nel lavoro. Per questo ho voluto il coinvolgimento dei due ministri che si occupano di transizione e contemporaneamente del ministro Giorgetti, che ha avuto un monitoraggio costante della situazione industriale, tanto che domani lo incontrerò su questo“, ha concluso.

Come noto, con la pandemia c’è stato un ricorso massiccio agli ammortizzatori sociali (Cig, Cigs, naspi, ecc.) con i quali il governo ha aiutato milioni di lavoratori. Allo stesso tempo però sono venuti alla luce i limiti e le fragilità del loro attuale assetto.

L’obiettivo è quello di superare, con la riforma, la frammentarietà del sistema attuale degli ammortizzatori sociali e costruirne uno tendente all’universalismo e alle politiche attive. Fare, insomma, qualcosa come per l’assegno unico universale familiare.

Ammortizzatore unico sociale

La riforma cardine su cui punta il governo è naturalmente una nuova forma di cassa integrazione.

Lo scopo è semplificare il ricorso ai finanziamenti. In Italia c’è confusione e troppa burocrazia: esiste la Cig ordinaria, quella straordinaria, in deroga, gestita da Inps e da Regioni. Una vera e propria giungla di ammortizzatori sociali con procedure e tempi di erogazione differenti.

Per riformare questo sistema farraginoso e ingarbugliato si pensa a un “ammortizzatore unico” che passa inevitabilmente attraverso la semplificazione dei sistemi di contribuzione di lavoratori e imprese (oggi diversi a un istituto all’altro e legati alle dimensioni delle imprese).

Una semplificazione dovrebbe portare con sé anche controlli più facili sulle frodi di chi tenta di intascare sussidi cui in realtà non ha diritto.

Tre Cig sono troppe

La cassa integrazione è oggi di tre tipi: quella ordinaria, interamente pagata dai fondi di lavoratori e aziende, è prevista per le crisi temporanee legate ad eventi esterni all’attività dell’azienda, comprese le pandemie. Più la cassa integrazione covid.

Durante la pandemia la Cig è stata l’ammortizzatore sociale più utilizzato dalle imprese. La cassa integrazione straordinaria, finanziata da aziende, lavoratori e ministero del lavoro, prevede procedure più lunghe dell’ordinaria, Nonché un piano aziendale di rientro dalla situazione di crisi. Il terzo tipo di cassa è quello in deroga. Concesso quando aziende e lavoratori hanno esaurito il ricorso alle altre due ed è finanziata interamente dallo Stato.

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