Ordini online ai tempi del coronavirus: tra i rischi per il pagamento contrassegno e i rimborsi per merce che non arriva

Acquisti online, boom per coronavirus: come pagare e come ottenere il rimborso se la merce non arriva.

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Rottamazione cartelle esattoriali

Nonostante le ultime restrizioni che limitano gli acquisti online in alcune piattaforme per concentrare i trasporti sui beni di prima necessità, in questo periodo come prevedibile si registra un forte incremento degli ordini su internet. Come pagare e che cosa fare se la merce non arriva?

Ordini online ai tempi del coronavirus: pagare in contrassegno è pericoloso?

Già prima dell’emergenza coronavirus i pagamenti in contrassegno risultavano piuttosto anacronistici. Oggi alla sconvenienza per chi vende e alla mancanza di praticità si aggiunge anche il fattore sicurezza perché i soldi in contanti possono essere oggetto di trasmissione del coronavirus tramite le banconote. Anche supermercati ed esercizi commerciali che consegnano la spesa a domicilio cercano quando possibile di attrezzarsi con il POS per i pagamenti contactless. Soprattutto per chi ordina online il pagamento con metodo elettronico mette in sicuro le parti. Ma è anche vero che le spedizioni potrebbero essere rallentate e inoltre, per la merce dall’estero, potrebbero esserci blocchi alla dogana. Che cosa fare se la merce non arriva?

Merce ordinata online non arriva: come ottenere il rimborso

La legge prevede che gli acquisti online debbono essere consegnati entro e non oltre 30 giorni.
Unica deroga può essere ammessa in caso di accordo tra venditore ed acquirente. Se ciò non avviene, il secondo ha diritto ad ottenere dal venditore il rimborso di quanto pagato ed eventuale risarcimento del danno per la mancata consegna.

Immaginiamo che, vista la situazione, ci sia maggiore comprensione da entrambe le parti. Dall’acquirente in primis, se la merce non era urgente; dal venditore d’altra parte che, probabilmente, non farà nessuna rimostranza di fronte a richieste di rimborso per via informale, anche chat di assistenza etc.

In caso contrario conviene agire tramite raccomandata o pec. Assolutamente da preferire comunicazioni via internet vista l’emergenza e il divieto di uscire di casa.

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