'Orario di lavoro, come si calcola: quando è troppo e quando poco -

Orario di lavoro, come si calcola: quando è troppo e quando poco

Tutto quello che c'è da sapere sull'orario di lavoro settimanale nei contratti full time e part time: le tutele del lavoratore e il pagamento degli straordinari

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Tutto quello che c'è da sapere sull'orario di lavoro settimanale nei contratti full time e part time: le tutele del lavoratore e il pagamento degli straordinari

L’orario di lavoro in un contratto full time prevede 40 ore settimanali. Per legge ogni modifica di quelle 40 ore deve fare riferimento alla durata media delle prestazioni in un periodo non superiore all’anno. La durata massima non può superare le 48 ore settimanali, incluse le ore di straordinario. Il concetto di turno settimanale non è rigido da calendario: il giorno di inizio è infatti a discrezione del datore di lavoro. Basti pensare ad esempio ai parrucchieri che iniziano la settimana il martedì e la chiudono il sabato o più in generale a tutte le attività che non rispettano il giorno di chiusura la domenica.

Tutto quello che c’è da sapere sul part time

Orario di lavoro: dopo le 40 ore è sempre straordinario?

Dalla 41sima ora di lavoro settimanale si parla di straordinario. Il termine lascia intendere la caratteristica fondamentale, ovvero l’occasionalità. Non è lecita quindi la condotta di alcune aziende che assumono per otto ore al giorno ma ne chiedono sistematicamente dieci, sebbene con retribuzione dello straordinario. Lo straordinario, vale la pena ricordarlo, va sempre retribuito con maggiorazione o compensato da turni di riposo.

Orario di lavoro e straordinari: il riposo obbligatorio

E, sempre relativamente al limite massimo di straordinari, è bene sapere che la legge impone dei riposi tra un turno e l’altro di minimo 11 ore ogni 24 ore e di almeno 24 ore su base settimanale. E’ bene che il datore di lavoro sia ben informato perché, chi chiede ai dipendenti di lavorare troppo, rischia:

  • se impiega in un lavoro notturno una donna incinta o con figlio minore di un anno: arresto da 2 a 4 mesi oppure sanzione da 516 euro a 2.582 euro;
  • se utilizza in un turno notturno delle persone non idonee: reclusione da 3 a 6 mesi oppure ammenda da 1.549 euro a 4.131 euro;
  • se non riconosce il minimo di 4 settimane di ferie ai dipendenti: sanzione amministrativa da 130 euro a 780 euro per ciascun dipendente e per ogni periodo in cui viene riscontrata la violazione;
  • se non concede ai lavoratori 11 ore di riposo consecutivo o le 24 ore di riposo settimanale: sanzione amministrativa da 105 euro a 630 euro;
  • se costringe un dipendente a superare le 48 ore di lavoro inclusive di straordinario in un’unità produttiva con più di 10 dipendenti senza previa comunicazione alla Direzione provinciale del lavoro: sanzione da 103 euro a 200 euro;
  • se obbliga un dipendente a superare le 40 ore settimanali o le 250 ore di straordinario annue, oppure non riconosce la maggiorazione per il lavoro straordinario: sanzione da 25 euro a 140 euro.
    Ma se costringe più di 5 dipendenti a superare quei limiti oppure lo fa per più di 50 giorni annui, la sanzione va da 154 euro a 1.032 euro;
  • se costringe un dipendente a superare l’orario giornaliero o anche a lavorare per più di 8 ore in una mansione a rischio fisico o mentale: sanzione da 51 euro a 154 euro per ogni giorno in cui viene commessa la violazione e per ogni lavoratore costretto a fare un lavoro a rischio per più di 8 ore.
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