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Con la riforma fiscale è il contribuente a controllare che i calcolo del Fisco siano corretti

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Con la riforma fiscale è il contribuente a controllare che i calcolo del Fisco siano corretti

La riforma fiscale, con la semplificazione delle scadenze, potrebbe avere un effetto rivoluzionario che ribalta le posizioni di contribuente e Fisco: è il primo che controlla il secondo, verificando che non vi siano errori di calcolo nelle tasse pagate. Andiamo per ordine.

Finora è stato onere del contribuente, o del professionista intermediario che si occupa della sua dichiarazione dei redditi, ad elaborare i propri dati fiscali, calcolando le imposte da pagare; con la riforma fiscale, invece, sarà direttamente il Fisco a calcolare i dati da inserire nella Precompilata e le relative imposte da pagare. Quello che “resta” al contribuente, o a chi calcola le tasse per lui, è la verifica che i dati siano corretti.

Riforma fiscale: la proposta dell’Agenzia delle Entrate ribalta i ruoli

A presentare la proposta, che va oltre la più volte annunciata riduzione delle tasse, è stato il direttore dell’Agenzia delle Entrate: grazie alla tracciabilità dei pagamenti per le detrazioni, l’amministrazione finanziaria dispone in sostanza di tutti gli elementi utili per la dichiarazione dei redditi dei contribuenti e il calcolo delle tasse da versare. Questa proposta, peraltro, sembra rispondere anche alla richiesta, più volte avanzata da commercialisti e contribuenti, di eliminare adempimenti inutili riducendo le scadenze fiscali e rendendole più automatiche e snelle.

Partita IVA: come cambiano i pagamenti dal 2021

In questa prospettiva si inserisce la rivoluzione dei pagamenti per le partite IVA. La proposta è quella di superare il meccanismo di acconto e saldo, passando ad una tassazione del reddito prodotto per cassa. Questo comporta:
  • tracciabilità dei pagamenti;
  • controlli automatici sui flussi di cassa.

In quest’ottica potrebbe essere determinante la fatturazione elettronica e il calcolo dell’IVA periodica e del reddito per cassa.

Controlli periodici: addio alle ritenute d’acconto

La cadenza periodica di questi flussi rende anacronistiche anche le ritenute d’acconto sui redditi professionali e commerciali eliminando ulteriori adempimenti superflui.

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