Opzione Donna per sempre: un nuovo scenario per la pensione anticipata delle lavoratrici

Per il ministro del Lavoro Orlando, Opzione Donna potrebbe diventare strutturale. Costi contenuti per lo Stato e molti vantaggi per le lavoratrici.

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Opzione Donna per sempre? A lanciare la proposta è il Ministro del Lavoro Andrea Orlando che fa il punto della situazione sulle pensioni in attesa della ripresa delle trattative per la riforma.

Contrariamente a quanto il premier Draghi vorrebbe, Orlando parla di rinnovo di dell’opzione di uscita su base pluriennale. O di rendere definitiva e strutturale questa possibilità in difesa a maggior tutela delle lavoratrici.

Opzione Donna per sempre

Secondo le previsioni di spesa, lo Stato dovrebbe spendere quest’anno circa 100 milioni di euro per favorire l’uscita delle lavoratrici. Ne avrebbero diritto circa 29.500, secondo le stime riportate da Il Sole 24 Ore, ma si prevede che ne usciranno circa 17.000.

Quindi si tratta di un impatto sui conti pubblici molto basso, anche perché la pensione con Opzione Donna, si sa, è liquidata solo col sistema di calcolo contributivo per tutti gli anni di lavoro prestati.

Non è ancora chiaro se l’età pensionabile resterà 58 anni (59 per le lavoratrici autonome). Le intenzioni del governo sono quelle di eliminare tutte le pensioni al di sotto dei 60 anni, comprese quelle di anzianità dei militari.

Resta però il fatto che con 35 anni di contributi versati (altro requisito fondamentale) per una lavoratrice è più che sufficiente per lasciare il lavoro e occuparsi della famiglia o delle faccende domestiche.

Estinzione naturale della pensione anticipata

Ma c’è un’altra ragione che fa propendere per rendere strutturale Opzione Donna. Ed è quella strettamente legata al sistema di calcolo della pensione. Fra 12-13 anni (ma anche meno), questo tipo di pensione sparirà per vie naturali.

Cioè, con la fine del sistema misto, l’opzione rientrerà negli ordinari sistema di liquidazione delle pensioni col calcolo contributivo.

Pertanto l’attuale migrazione dei contributi delle lavoratrici dal sistema retributivo (ante 1996) a quello contributivo non troverà più ragione di essere.

Va da sé che Opzione Donna diventerà non sarà più una “opzione” di pensione anticipata, ma una pensione ordinaria, così come prevista dalla riforma Fornero. Almeno per quanto concerne il sistema di calcolo dell’assegno. Che poi è quello che fa scaturire oggi la penalizzazione della pensione.

Già oggi chi va in pensione con Opzione Donna ha un anno di contributi in meno da migrare rispetto a chi ci è andato lo scorso anno.

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