Omesso quadro RW del Modello Redditi/2018: arrivano le lettere di compliance

Il contribuente che riceve la comunicazione dall’Agenzia delle Entrate può mettersi in regola con il ravvedimento operoso

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Il contribuente che riceve la comunicazione dall’Agenzia delle Entrate può mettersi in regola con il ravvedimento operoso

In arrivo lettere di compliance (collaborazione) a quei contribuenti italiani che, con riferimento all’anno d’imposta 2017 (Modello Redditi/2018), non hanno dichiarato (al quadro RW), in tutto o in parte, le attività finanziarie detenute all’estero, nonché gli eventuali redditi percepiti in relazione a queste attività estere.

A sancirlo è il Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 6 novembre 2020, con cui sono dettate altresì le disposizioni riguardanti le modalità con le quali sono messe a disposizione del contribuente e della Guardia di Finanza, anche mediante l’utilizzo di strumenti informatici, le informazioni derivanti dal confronto tra i dati ricevuti dalle autorità estere e i dati dichiarativi.

A fronte della lettera ricevuta, il contribuente, può regolarizzare la propria posizione presentando una dichiarazione dei redditi integrativa e beneficiare delle sanzioni in misura ridotta, avvalendosi dell’istituto del ravvedimento operoso (seguendo le istruzioni indicate nella lettera stessa).

Quadro RW del Modello Redditi: chi lo deve presentare?

Ricordiamo che i cittadini italiani sono chiamati a compilare, in alcuni specifici casi, il quadro RW della propria dichiarazione dei redditi (Modello Redditi). In particolare, il quadro RW deve essere compilato, ai fini del monitoraggio fiscale

“dalle persone fisiche residenti in Italia che detengono investimenti all’estero e attività estere di natura finanziaria a titolo di proprietà o di altro diritto reale indipendentemente dalle modalità della loro acquisizione e, in ogni caso, ai fini dell’imposta sul valore degli immobili all’estero (Ivie) e dell’imposta sul valore dei prodotti finanziari dei conti correnti e dei libretti di risparmio detenuti all’estero (Ivafe)”.

Si tenga presente che, l’obbligo di monitoraggio non sussiste per i depositi e conti correnti bancari costituiti all’estero il cui valore massimo complessivo raggiunto nel corso del periodo d’imposta non sia superiore a 15.000 euro.

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