Omesso pagamento IMU: le conseguenze per il superbonus 110%

Per godere del bonus ristrutturazioni è richiesto di conservare le ricevute di pagamento IMU. Vediamo se lo stesso vale anche per il superbonus 110%

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Per godere del bonus ristrutturazioni è richiesto di conservare le ricevute di pagamento IMU. Vediamo se lo stesso vale anche per il superbonus 110%

E arrivata in redazione questa domanda:

“Tra i documenti da conservare per godere del bonus ristrutturazione è richiesta anche la ricevuta dell’avvenuto pagamento dell’IMU sull’immobile oggetto dei lavori edilizi. Chiediamo se lo stesso è richiesto ai fini del superbonus 110% di cui al decreto Rilancio”.

Rispondiamo, quindi, con questo articolo al nostro lettore.

Elenco documenti da conservare nel bonus ristrutturazione

Come si evince dalla guida al bonus ristrutturazione (detrazione fiscale per interventi di recupero del patrimonio edilizio), chi gode dell’agevolazione deve conservare ed esibire, a richiesta degli uffici dell’Agenzia delle Entrate, i documenti indicati nel Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 2 novembre 2011.

In particolare, oltre alla ricevuta del bonifico (parlante) con cui sono state pagate le spese, è necessario conservare:

  • le fatture o le ricevute fiscali relative alle spese effettuate per la realizzazione dei lavori di ristrutturazione
  • la domanda di accatastamento, se l’immobile non è ancora censito
  • le ricevute di pagamento dell’imposta comunale (IMU), se dovuta
  • la delibera assembleare di approvazione dell’esecuzione dei lavori e tabella millesimale di ripartizione delle spese, per gli interventi sulle parti condominiali
  • la dichiarazione di consenso all’esecuzione dei lavori del possessore dell’immobile, per gli interventi effettuati dal detentore dell’immobile, se diverso dai familiari conviventi
  • le abilitazioni amministrative richieste (concessioni, autorizzazioni, eccetera) o, se la normativa non prevede alcun titolo abilitativo, la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà in cui indicare la data di inizio dei lavori e attestare che gli interventi realizzati rientrano tra quelli agevolabili.

Per gli interventi realizzati sulle parti comuni condominiali, è sufficiente la certificazione rilasciata dall’amministratore del condominio, in cui quest’ultimo attesta di avere adempiuto a tutti gli obblighi previsti e indica la somma di cui il contribuente può tenere conto ai fini della detrazione.

Documenti da conservare in caso di superbonus 110%

Ai fini del superbonus 110%, come elencato nella Circolare n. 24/E del 2020, occorre conservare, anche qui, le fatture o le ricevute fiscali delle spese effettivamente sostenute per la realizzazione degli interventi ed il bonifico di pagamento.

Se i lavori sono fatti dall’inquilino o dal comodatario, va altresì acquisita la dichiarazione del proprietario di casa che autorizza i lavori.

Nel caso in cui gli interventi sono effettuati su parti comuni degli edifici va acquisita copia della delibera dell’assemblea e della tabella millesimale di ripartizione delle spese (tale documentazione può essere sostituita dalla certificazione rilasciata dall’amministratore del condominio).

Se poi trattasi di lavori di efficientamento energetico o di interventi antisismici occorre l’asseverazione del tecnico e conservare la ricevuta di trasmissione all’ENEA. E se si opta per la cessione del credito o sconto in fattura c’è anche necessità del visto di conformità rilasciato dal commercialista, consulente del lavoro, ecc.

Dunque, a differenza del bonus ristrutturazione, per il superbonus 110% non è richiesto di conservare ed esibire la ricevuta di pagamento dell’IMU dovuta sull’edificio oggetto dei lavori.

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