Obbligo scontrino elettronico, esenzione nuove attività: i chiarimenti delle Entrate

L'obbligo di scontrino elettronico non riguarderà le nuove attività nate nel 2019: i chiarimenti dell'Agenzia delle Entrate sul volume d'affari.

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L'obbligo di scontrino elettronico non riguarderà le nuove attività nate nel 2019: i chiarimenti dell'Agenzia delle Entrate sul volume d'affari.

Insieme alla fattura elettronica, la normativa sullo scontrino elettronico rappresenta il passo più importante verso la digitalizzazione dei rapporti tra Fisco e imprese.

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Ricordiamo che dal primo luglio le attività con un volume d’affari superiore ai 400.000 euro all’anno avrannol’obbligo di memorizzare elettronicamente e trasmettere per via telematica i dati dei corrispettivi giornalieri all’Agenzia delle Entrate.

La scadenza si avvicina e aumentano i dubbi soprattutto per casi particolari. Dal primo luglio del prossimo anno l’obbligo si estenderà anche a tutte le altre attività.

L’articolo 2 del decreto legislativo numero 127 del 2015 prevede infatti che:

“a decorrere dal 1° gennaio 2020 i soggetti che effettuano le operazioni di cui all’articolo 22 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, memorizzano elettronicamente e trasmettono telematicamente all’Agenzia delle entrate i dati relativi ai corrispettivi giornalieri. La memorizzazione elettronica e la connessa trasmissione dei dati dei corrispettivi sostituiscono gli obblighi di registrazione di cui all’articolo 24, primo comma, del suddetto decreto n. 633 del 1972. Le disposizioni di cui ai periodi precedenti si applicano a decorrere dal 1° luglio 2019 ai soggetti con un volume d’affari superiore ad euro 400.000. Per il periodo d’imposta 2019 restano valide le opzioni per la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi esercitate entro il 31 dicembre 2018”.

Tuttavia proprio l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che le attività nuove che hanno aperto quest’anno non sono tenute a farlo. E’ quanto chiarito nella risoluzione numero 47 dell’8 maggio 2019. L’esenzione è dovuta al fatto che, per le nuove attività aperte nel 2019, non è possibile determinare il volume di affari.

Nello stesso provvedimento l’Agenzia delle Entrate ha fatto chiarezza anche su un altro caso particolare, ossia quello delle multiattività. Ha chiarito a tal proposito che il volume d’affari di 400.000 euro per queste ultime va considerato cumulativamente e non per singola attività.

Per approfondimenti si rimanda al testo completo della risoluzione numero 47 delle Entrate pubblicata l’8 maggio 2019.

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