Nuovo redditometro, ecco le voci di spesa connesse all’abitazione

Tutto sulle voci di spesa connesse all'abitazione rilevanti ai fini dell'accertamento sintetico del reddito, il nuovo redditometro 2013 nella circolare omnibus delle Entrate

di Redazione InvestireOggi, pubblicato il
Tutto sulle voci di spesa connesse all'abitazione rilevanti ai fini dell'accertamento sintetico del reddito, il nuovo redditometro 2013 nella circolare omnibus delle Entrate

Tutto sulle spese per l’abitazione una delle voci più importanti ai fini del nuovo redditometro 2013, l’accertamento sintetico del reddito.

Nuovo redditometro 2013: la circolare omnibus

La circolare omnibus delle Entrate sul nuovo redditometro 2013 individua una serie di voci di spesa che effettua il contribuente e che il Fisco passa al setaccio per rilevare l’eventuale scostamento del 20% tra dichiarato e speso da cui partono i controlli fiscali. (Si rinvia al nostro articolo Nuovo redditometro 2013, ecco la circolare omnibus).

Voci spesa redditometro: quali sono

Le voci di spesa sono riconducibili alle macro categorie: “Consumi generi alimentari, bevande, abbigliamento e calzature“, “Abitazione”, “Combustibili ed energia”, “Mobili, elettrodomestici e servizi per la casa”, “Sanità”, “Trasporti”, “Comunicazioni”, “Istruzione”, “Tempo libero, cultura e giochi”, “Altri beni e servizi” e “Investimenti”.

Controlli fiscali solo per spese certe

I controlli vengono effettuati solo sulla base di “spese certe” (ossia quelle per le quali il contribuente può dimostrare con prove certe e dirette l’errata imputazione delle stesse o l’inesattezza delle informazioni in possesso dell’Amministrazione), le “spese per elementi certi” (per le quali potrà dare evidenza di fatti, situazioni e circostanze, supportate anche indirettamente da documentazione da cui si possa riscontrare l’inesattezza relativa alla ricostruzione della spesa, o la diversa imputazione della stessa).

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Nuovo redditometro: le spese per l’ abitazione

Partendo dalle spese per l’abitazione, quelle connesse al relativo mantenimento sono proprio quelle tra le più rilevanti macro categorie di spese individuate. Si considera che il contribuente dispone di almeno un’abitazione dove risiede, da solo o con la sua famiglia. Ai fini del redditometro, occorre pertanto individuare, nelle banche dati disponibili, l’abitazione nel comune di residenza.

Tale abitazione può essere posseduta:

– in proprietà, o altro diritto reale (ad es. usufrutto);

– in locazione (in qualità di locatario) o leasing immobiliare;

– in uso gratuito.

Il fitto figurativo: come rileva ai fini del redditometro

C’è anche l’ipotesi di “fitto figurativo”, ossia qualora non sia possibile individuare, in sede di selezione nel comune di residenza, nessuna delle tre tipologie di possesso sopra indicate, nemmeno per gli altri componenti del nucleo familiare, al contribuente viene attribuita la spesa per il c.d. “fitto figurativo”. Il “fitto figurativo  viene determinato moltiplicando il valore del canone di locazione mensile al mq, individuato sulla base dei dati dell’OMI relativamente alla categoria catastale A/2 del comune di residenza del contribuente, x 75mq (consistenza media delle abitazioni), x numero dei mesi di possesso (che, in assenza di altre informazioni, si presume pari a 12). In caso di residenza nel medesimo comune di entrambi i coniugi, il  “fitto figurativo” viene calcolato con riferimento all’intera famiglia, per una sola abitazione. In caso di coniugi residenti in diversi comuni, il fitto figurativo viene calcolato con riferimento a ciascuno dei coniugi. In sede di contraddittorio, è necessario che il contribuente rappresenti la sua reale situazione al fine di assicurare, a seguito della riclassificazione del titolo, la sostituzione dell’attribuzione della spesa per “fitto figurativo” con la corretta attribuzione dei metri quadri e, conseguentemente, in automatico, delle spese di manutenzione connesse al possesso dell’abitazione (acqua e condominio, manutenzione ordinaria, elettrodomestici ed arredi, altri beni e servizi per la casa, che, come innanzi detto, in presenza dell’attribuzione della spesa a titolo di “fitto figurativo”, non vengono considerate).

Redditometro: spese per mutui e canoni locazione

Importanti sono anche, sempre in riferimento alla casa, le spese per mutuo e canone di locazione. E’ proprio nella sezione dedicata all’abitazione, che troviamo le spese per la restituzione di mutui e per i canoni di locazione. Nel redditometro 2013 si considerano le rate di mutuo effettivamente pagate nell’anno così come risultano dal Sistema informativo dell’Anagrafe Tributaria. Relativamente alle abitazioni detenute in locazione, rileva la spesa  sostenuta per il canone di locazione, rapportato alla durata ed al numero delle parti che intervengono nel contratto, oggetto di registrazione, nel ruolo di locatari. In caso di contratto di leasing immobiliare, gli immobili in leasing vengono assimilati agli immobili in locazione, per cui si applicano tutti i criteri previsti per questi ultimi.

Redditometro: le spese gestionali per l’abitazione

Alle suddette “spese certe”, connesse al possesso di fabbricati ad uso abitativo, devono essere aggiunte le spese “gestionali” connesse al relativo godimento dell’abitazione. Si ricorda che nelle spese per l’abitazione ai fini del nuovo redditometro 2013, vengono considerate tutte le abitazioni, comprese quelle all’estero, nella disponibilità del contribuente a qualsiasi titolo siano detenute. Vanno invece escluse tutte le categorie di immobili che per loro natura sono destinate ad uso strumentale (uffici, negozi, magazzini, opifici etc…). Non sono, comunque, prese in considerazione le unità immobiliari che hanno carattere di pertinenza (box, cantine, soffitte, etc…), anche se individuate separatamente dall’immobile. Non rilevano, infine, le spese “gestionali” connesse al godimento delle abitazioni di cui si ha la sola nuda proprietà o per le quali vi sia un diritto d’uso esclusivo da parte di soggetto terzo (es. diritto di abitazione del coniuge superstite) ovvero siano state locate o concesse in uso gratuito a familiare non a carico che vi abbia trasferito la residenza. In detti casi le spese “gestionali” connesse al godimento delle abitazioni in uso, da parte, ad es. del coniuge superstite o del familiare non a carico che vi abbia trasferito la residenza, vengono attribuite, infatti, a questi ultimi.

Le spese “gestionali” ai fini del redditometro, quindi la ricostruzione sintetica del reddito del contribuente si calcolano secondo le modalità di seguito illustrate:

– le spese per acqua e condominio e per manutenzione ordinaria si calcolano come segue: spesa media ISTAT della tipologia di nucleo familiare di appartenenza (spesa media mensile ISTAT del nucleo familiare di riferimento / 75 mq) per il numero dei mq delle unità abitative detenute (da rapportarsi alla quota e al periodo di possesso) in proprietà o altro diritto reale (qualora non siano concesse in locazione o in uso gratuito al coniuge o ad un familiare ivi residente, non fiscalmente a carico) o in locazione (come avente causa e quindi come locatario) e/o in leasing;

– le spese per elettrodomestici e arredi e per altri beni e servizi per la casa: in assenza di importi certi, sono determinate moltiplicando la spesa media ISTAT della tipologia di nucleo familiare di appartenenza per il numero di unità abitative detenute in proprietà o altro diritto reale (qualora non siano concesse in locazione o in uso gratuito al coniuge o ad un familiare ivi residente, non fiscalmente a carico) o in locazione (da rapportarsi alla quota e al periodo di possesso).

 

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Argomenti: Redditometro

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