Nuovo redditometro 2013, ecco perché è illegittimo

Un tribunale partenopeo ha dichiarato che il nuovo redditometro 2013 viola la nostra riservatezza. Fino a che punto il Fisco può spingersi per combattere l'evasione fiscale?

di Redazione InvestireOggi, pubblicato il
Un tribunale partenopeo ha dichiarato che il nuovo redditometro 2013 viola la nostra riservatezza. Fino a che punto il Fisco può spingersi per combattere l'evasione fiscale?

Sul nuovo redditometro 2013 si è detto tanto e tanto ancora si dirà quando entrerà ufficialmente in vigore con la pubblicazione delle istruzioni dettate dall’Agenzia delle entrate che stava aspettando solo il termine della campagna elettorale per mettersi al lavoro, secondo le parole del direttore Befera.

Nuovo redditometro vs riservatezza

Per ora la sua illegittimità è stata accertata da un tribunale, quello di Pozzuoli che, in seguito al ricorso presentato da un contribuente, ha dichiarato che il nuovo redditometro priva lo stesso e la sua famiglia del diritto alla privacy, quindi del suo diritto ad avere una vita privata, e poter gestire in completa autonomia, il suo denaro e le sue risorse, di essere quindi libero nelle proprie determinazione senza dover essere sottoposto all’invadenza del potere esecutivo e senza dover dare spiegazioni dell’utilizzo della propria autonomia e senza dover subire intrusioni anche su aspetti delicatissimi della vita privata.

L’ordinanza del tribunale di Napoli

Volendo entrare più nello specifico, l’ordinanza del 21 febbraio 2013 del Tribunale di Napoli, sezione distaccata di Pozzuoli, fonda l’illegittimità del nuovo redditometro 2013 sia nella nostra carta costituzionale che nella carta fondamentale dei diritti Ue.

I diritti costituzionali violati

Guardando alla nostra Costituzione i diritti fondamentali che lede il nuovo redditometro sono l’articolo 2 l’articolo 13. Il primo, l’articolo 2, secondo cui “la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”. L’articolo 13 invece stabilisce che “la libertà personale è inviolabile”.  

Evasione e riservatezza, connubio difficile

Il nuovo redditometro invadendo la sfera personale del soggetto sottoposto a verifica, che vede passate al setaccio ben 100 voci di spesa, dall’acquisto dei libri per i figli, alle spese per la palestra, passando per l’abbonamento alla pay tv, fino alle più serie spese per cure mediche, si vede violato nella sua intimità del Fisco. Così sentenza il giudice partenopeo. Ma non solo il singolo contribuente. Nell’occhio del Fisco rientrano anche soggetti diversi da questi. Un’ingerenza bella e buona che difficilmente può essere giustificata con l’esigenza di lotta all’evasione fiscale, cavallo di battaglia dei Governi precedenti.

Senza dubbio una sentenza importante, contro cui l’Amministrazione finanziaria ha promesso battaglia, quindi ricorso in appello, ma in ogni caso si auspica che apra un filone giurisprudenziale che possa davvero far vacillare uno strumento che più la lotta all’evasione fiscale, sembra voler raggiungere la repressione fiscale. 

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Argomenti: Redditometro

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