Nuovi bonus nascita con i soldi che avanzano dal reddito di cittadinanza?

I soldi "avanzati" dal reddito di cittadinanza potrebbero finanziare nuovi bonus nascita per incentivare il numero di figli e sostenere le famiglie numerose. Aggiornamenti.

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I soldi

Nuove speranze si accendono per le famiglie numerose o per le coppie che stanno mettendo in cantiere figli. Dai soldi “avanzati” dal reddito di cittadinanza dopo le prime verifiche sui requisiti, potrebbero derivare nuovi bonus a sostegno della natalità e delle famiglie numerose. Ad aprire la porta a questa possibilità è stato lo stesso Luigi Di Maio, in occasione di una sua visita ufficiale a Torino per la presentazione dell’incubatore di startup e imprese innovative la ‘casa delle tecnologie emergenti’.

Abbiamo visto che, della prima mandata di verifica delle domande di reddito di cittadinanza presentate a marzo, circa il 75% è stato approvato. Rispetto alla copertura stimata, ad ogni modo, non si arriverà mai ad esaurire tutte le risorse: “avanzerà qualche centinaio di milioni di euro dal reddito di cittadinanza perché non arriveremo mai al 100% delle richieste”.

Come sarà impiegata la differenza residua? L’idea sostenuta da Di Maio sembra essere quella di destinarla a progetti di aiuto per le famiglie che fanno figli, secondo il modello adottato già in Francia. Al momento non è ancora chiaro in concreto quali sono i bonus nascita o le agevolazioni per le famiglie numerose alle quali il governo starebbe pensando.

Spiega il vicepremier: “in un momento di difficoltà economica a livello europeo, e oserei dire mondiale quello che dobbiamo fare è mettere in sicurezza il ceto medio, quelle famiglie che già nella crisi del 2008 sono andate man mano scivolando verso la povertà e dobbiamo continuare a proteggerlo anche perché deve aiutarci in un’altra crescita quella demografica che è probabilmente più importante anche di quella economica”.

In quest’ottica si inseriscono anche gli interventi sulle tasse: Di Maio ha smentito aumenti sull’IVA ed è anche tornato sulla questione flat tax, ribadendo che non è contrario a mantenere quanto previsto nel contratto di governo ma solo se il focus sarà aiutare il ceto medio e non i più ricchi.

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