Nuove tasse in arrivo per sostenere la riforma del lavoro

La riforma del lavoro avrà bisogno di una copertura finanziaria che sarà conseguita a suon di tasse (tanto per cambiare)

di Alessandra M., redazione Investireoggi.it, pubblicato il
La riforma del lavoro avrà bisogno di una copertura finanziaria che sarà conseguita a suon di tasse (tanto per cambiare)

Il governo ha recentemente varato la riforma del lavoro e subito si prospettano nuovi prelievi per reperire le risorse necessarie per il finanziamento. Uno dei prelievi riguarderà ancora una volta il settore immobiliare che dopo l’introduzione dell’Imu e l’incremento delle rendite catastali prevede un inasprimento della tassazione i proprietari di immobili locati che non optano per la cedolare secca.

Viene infatti prevista la riduzione dell’abbattimento forfettario dei costi (attualmente pari al 15 %)  che va a ridurre la base imponibile soggetta a tassazione Irpef.  Occorre ricordare che l’imposizione fiscale delle locazioni in regime di libero mercato è data dal valore più alto tra rendita catastale rivalutata e canone di locazione (aggiornato in base all’Istat) ridotto del 15 per cento o del 25 per cento per i fabbricati situati nella zona di Venezia ed in alcune isole della laguna. Per gli immobili affittati invece a regime di canone concordato le modalità sono le stesse ma l’abbattimento forfettario previsto è incrementato ulteriormente  del 30 per cento ( ulteriori riduzioni sono previste per gli immobili situati in zone ad alta densità abitativa).

Tuttavia l’introduzione dell’Imu e la cancellazione dei regimi speciali ha eliminato la convenienza per i canoni più bassi.  Restano quindi in vigore il regime del libero mercato e la cedolare secca (che prevede il pagamento di una aliquota fissa pari al 19 o al 21 per cento in sostituzione di tutte le imposte dovute). Tuttavia con la previsione di aumentare di un 10 – 12 per cento l’imponibile ai fini Irpef di un imponile locato si spiana la strada al regime forfettario della cedolare secca. L’aumento del 10 per cento minimo a titolo di Irpef è dovuto alla previsione di incrementare le addizionali ed alla futura riduzione dei costi forfettari riconosciuti ai locatari di 10 punti  percentuali ( l’abbattimento passerà dal 15 al 5 per cento quindi).

In futuro pertanto il gettito derivante da immobili locati ad uso abitativo sarà quasi interamente prodotto dall’applicazione della cedolare secca. Dal 2013 infatti, visto che è possibile cambiare il regime di tassazione ogni anno, la maggior parte dei proprietari di immobili locati ad uso abitativo, opterà per la cedolare secca. Rimarranno assoggettai al regime Irpef quasi esclusivamente  gli immobili ad uso non residenziale di proprietà di privati. La migrazione verso la cedolare secca produrrà comunque una riduzione di gettito per lo Stato, che occorrerà compensare, anche solo in parte. Inoltre occorrerà anche valutare l’impatto che una decisione del genere produrrà nel mercato di compravendite di immobili commerciali).

 

Deducibilità autovetture aziendali 

Altro intervento previsto dal disegno di legge del mercato del lavoro è quello in materia di modifica della deducibilità dei costi per auto aziendali e dei professionisti. Infatti l’art. 71 modifica i limiti di deducibilità delle spese relative ad autovetture e ciclomotori non utilizzati esclusivamente come beni strumentali all’interno dell’attività. Per imprese e professionisti viene infatti prevista la riduzione della quota deducibile dal 40 al 25,7 % delle vetture tenute a disposizione, mentre viene prevista la riduzione dal 90 al 70 per cento della quota deducibile per le vetture date ai dipendenti. Tale modifica entrerà in vigore a partire dal periodo di imposta 2013, periodo  per il quale è prevista la rideterminazione degli acconti  da versare. In altri termini per determinare gli acconti dovuti per il periodo di imposta di prima applicazione si assume come imposta del periodo precedente quella che si sarebbe avuta applicando le nuove disposizioni (che prevedono la deducibilità del 27,5 per cento per le vetture ad uso promiscuo e della deducibilità del  70 per cento dei costi sostenuti per le vetture date in uso ai dipendenti).

Solo da questo intervento, che riguarderà tutte le vetture del parco aziendale (quindi non solo le vetture di nuova immatricolazione), l’esecutivo si attende un introito di circa tre miliardi nel triennio 2013 – 2015 ( il 90 per cento del gettito sarà prodotto da recuperi Ires ed Irpef ed il restante da Irap).

 

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Argomenti: Tasse e Tributi, Lavoro e Contratti, Beni strumentali