Nuova forma di pensione anticipata che ingloba e sostituisce tutte le altre: si paga una penale per ogni anno di anticipo

Una proposta di pensione anticipata che andrebbe a sostituire tutte quelle attualmente previste, ossia Quota 102, Opzione donna e Ape social

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Andremo in pensione come si faceva fino al 1995?

Nell’attesa del primo tavolo tecnico sul tema riforma pensioni, che sembra dovrebbe esserci domani, 20 gennaio 2022, si fanno largo nuove proposte sulle possibilità di pensionamento anticipato dopo il tramonto di Quota 100 e la vita breve della nuova Quota 102 (in essere per il solo anno 2022).

L’ultima arriva da Michele Reitano, membro della Commissione tecnica istituita dal Ministero del Lavoro ed emersa nella relazione di fine mandato del Consiglio di indirizzo e vigilanza (Civ) dell’Inps di ieri, 19 gennaio 2022.

Quota 102, la platea dei beneficiari

Il 31 dicembre è terminato, come tutti sappiamo, il triennio di sperimentazione di Quota 100, ossia la possibilità di pensione anticipata con 38 anni di contributi e 62 anni di età. Per evitare il rischio di un ritorno alla Fornero (con un innalzamento del requisito anagrafico a 67 anni), il governo ha pensato ad una soluzione transitoria valida per il solo anno 2022.

Si tratta di Quota 102, che ha un funzionamento analogo a Quota 100 ma con un requisito anagrafico aumentato di 2 anni. Quindi, nel 2022, in pratica può andare in pensione chi compie 64 anni di età ed ha 38 anni di contributi.

Si stima che riuscirebbero a godere di questa Quota 102 circa 16.800 lavoratori.

Sono ancora in vita le altre due forme di pensione anticipata, ossia Opzione donna e Ape social.

Pensione anticipata, ecco l’ultima proposta per il dopo Quota 102

Governo e parti sociali sono chiamati a sedersi intorno ad un tavolo tecnico per giungere ad una riforma pensione che sia una volta e per tutte “strutturale” in modo da dare certezza sul futuro pensionistico degli italiani.

Una delle ultime proposta avanzate, come detto, è quella di Michele Reitano. La possibilità di garantire una pensione anticipata stabilendo un’età minima da cui è possibile accedervi (la relazione, tuttavia, non dà indicazioni in merito). Per contro, il cittadino subirebbe una riduzione della quota retributiva della pensione spettante che si aggirerebbe sul 3% per ogni anno di anticipo rispetto all’età legalmente prevista per la pensione.

Tale perdita del 3% andrebbe a compensare l’uscita anticipata dal lavoro e quindi il fatto che si godrebbe della pensione per più anni rispetto a chi decida di aspettare l’età prevista per il pensionamento.

Una forma di pensione anticipata che andrebbe a sostituire tutte le attuali formule.

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