Non residenti: niente deducibilità dell’assegno di mantenimento del coniuge.

I contribuenti non residenti Schumacker invece possono determinare il reddito come i residenti, deducendo l'assegno di mantenimento.

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I contribuenti non residenti Schumacker invece possono determinare il reddito come i residenti, deducendo l'assegno di mantenimento.

La pensione Inps corrisposta a un cittadino italiano residente in Francia è soggetta a doppia imposizione, in Francia e in Italia. Tuttavia, sulla base della Convenzione per evitare le doppie imposizioni stipulata tra i due paesi,  il fisco francese è tenuto a eliminare la doppia imposizione pari all’imposta pagata in Italia a titolo definitivo. Da qui, ai fini della tassazione italiana, qualora sussistano i requisiti previsti per essere considerato “non residente Schumacker”, il contribuente può dedurre dal reddito imponibile gli assegni di mantenimento corrisposti alla ex coniuge in sede di dichiarazione dei redditi. Sempre se la deduzione non sia già stata effettuata dall’INPS in qualità di sostituto d’imposta.

Si è espressa in tal senso l’Agenzia delle entrate con la risposta n° 93/2021 di ieri 9 febbraio.

La deducibilità dell’assegno di mantenimento

L’art. 10 del DPR 917/86, TUIR, ammette la deducibilità degli assegni di mantenimento corrisposti al coniuge. La deduzione opera fino a concorrenza del reddito complessivo.

Nello specifico, sono deducibili dal reddito complessivo,

gli assegni periodici corrisposti al coniuge, ad esclusione di quelli destinati al mantenimento dei figli, in conseguenza di separazione legale ed effettiva, di scioglimento o annullamento del matrimonio o di cessazione dei suoi effetti civili, nella misura in cui risultano da provvedimenti dell’autorità giudiziaria.Tale regole valgono per i soggetti residenti in Italia, ai sensi dell’art. 3 dello stesso T.U.I.R.

Se la somma indicata nel provvedimento è comprensiva anche della quota relativa al mantenimento dei figli, salva diversa indicazione, si considera destinata al mantenimento di questi ultimi il 50 per cento della somma. Indipendentemente dal numero dei figli. In tal caso la quota parte destinata al mantenimento dei figli non è deducibile dal coniuge che la corrisponde.

Tale indicazione è stata ribadita dall’Agenzia delle entrate nella circolare, Agenzia delle entrate,  n° 19/E 2020.

La deducibilità per i soggetti non residenti

La deduzione non è ammessa per i soggetti non residenti.

Infatti, riguardo agli importi deducibili dal reddito delle persone fisiche non residenti, l’articolo 24, comma 2, del TUIR prevede che «dal reddito complessivo sono deducibili soltanto gli oneri di cui alle lettere a), g) h), i) e l) del comma 1 dell’art. 10 ».

Non rientrano tra gli oneri deducibili gli assegni di mantenimento corrisposti al coniuge.

Tuttavia, nei confronti dei soggetti non residenti nel territorio italiano che assicuri un adeguato scambio di informazioni, l’imposta dovuta è determinata sulla base delle disposizioni contenute negli articoli da 1 a 23, a condizione che il reddito prodotto dal soggetto nel territorio dello Stato italiano sia pari almeno al 75 per cento del reddito dallo stesso complessivamente prodotto e che il soggetto non goda di agevolazioni fiscali analoghe nello Stato di residenza”.

Tali contribuenti, i cosiddetti “non residenti Schumacker“, pertanto, al ricorrere delle citate particolari condizioni, determinano il reddito come le persone fisiche residenti.

In sostanza, il contribuente “non residente Schumacker”, che corrisponde un assegno di mantenimento all’ex coniuge, ha diritto alla deduzione del relativo importo dal reddito imponibile prodotto in Italia. Diversamente, la persona fisica non residente “ordinario” non ha diritto a dedurre dal reddito imponibile gli assegni erogati all’ex coniuge.

La risposta n° 93 del 9 febbraio: la pensione INPS del residente all’estero e la deduzione dell’assegno

Con una specifica istanza di interpello un cittadino italiano che intende trasferire la propria residenza in Francia ha chiesto chiarimenti al fisco sull’eventuale deducibilità dal reddito di pensione prodotto in Italia dell’assegno corrisposto al coniuge. Il contribuente richiama la Convenzione contro le doppie imposizioni definita tra Italia e Francia.

L’INPS dovrebbe assoggettare a tassazione la pensione secondo la normativa fiscale italiana, salvo il diritto di compensare le imposte pagate in Italia con le imposte pagate in Francia, nei limiti delle imposte francesi.

Sul tali pensioni corrisposte ai beneficiari residenti in Francia l’Inps dovrebbe, pertanto, applicare la ritenuta d’imposta con le modalità previste dall’articolo 23 del Dpr n. 600/1973.

Detto ciò, sulla base della ricostruzione fatta nel precedente paragrafo, l’Agenzia delle entrate con la risposta n° 93 del 9 febbraio ritiene che:

  1. l’istante in relazione alla pensione Inps, sarà assoggettato a tassazione sia in Italia che in Francia (tassazione concorrente),
  2. con possibilità di eliminare la doppia tassazione secondo la sopra citata Convenzione.

Difatti, sulla base della citata Convenzione, le Autorità fiscali francesi sono tenute a eliminare la doppia imposizione. Per quanto riguarda le imposte pagate a titolo definitivo in Italia sui redditi in questione.

Ai fini della tassazione italiana, qualora sussistano i requisiti per essere considerato “non residente Schumacker”, il contribuente potrà dedurre dal reddito gli assegni corrisposti alla ex coniuge. In sede di dichiarazione dei redditi. Qualora la deduzione non sia già stata effettuata dall’Inps in qualità di sostituto d’imposta.

In assenza di tali requisiti l’assegno di mantenimento non sarà deducibile dal reddito di pensione.

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