Non c’è pace per il 110: rischio chiusura cantieri. Allarme Ance

Serve immediato sostegno alle imprese impegnate nel bonus 110 e non solo. Il rischio è quello della chiusura di numerosi cantieri già avviati

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Non c'è pace per il 110: rischio chiusura cantieri. Allarme Ance

Eliminare dall’ultimo decreto energia la norma che dava alle imprese la possibilità di prorogare o sospendere i lavori per i rincari insostenibili delle materie prime e manodopera, mette a rischio ancor più i cantieri aventi ad oggetto lavori edili ammessi al bonus 110 e non solo.

Un blocco di quelli già avviati ma anche di quelli che era in procinto di essere iniziati. Un altro duro colpo per il super beneficio fiscale, insomma.

Questo l’ennesimo allarme lanciato da ANCE (Associazione nazionale costruttori edili).

Bonus 110, cantieri sempre più a rischio: bisogna intervenire subito

Il settore edile, messo in ginocchio dai recenti aumenti dei costi e dalla scarsa reperibilità delle materie prime e manodopera, rischia di essere messo definitivamente in ginocchio se non si agisce subito con misure di sostegno.

Lavori non consegnati nei tempi previsti (il rischio per i committenti è quello di non riuscire ad accedere al bonus 110), con applicabilità di penali per l’impresa, e committenti che decidono di non voler più effettuare i lavori commissionati o di non voler proprio iniziare aspettando tempi migliori.

Non si capisce perché gli altri Paesi in Europa hanno affrontato subito con tempestività ed efficacia questa emergenza prezzi, che già da mesi sta crescendo a livello internazionale, emanando norme che consentono erogazioni immediate e da noi sia impossibile. Le imprese stanno ancora aspettando di ricevere i fondi stanziati per il primo semestre 2021, quando i costi delle materie prime erano la metà di quelli di adesso. Ci vogliono risorse importanti che vanno stanziate subito e tempi più lunghi per la realizzazione delle opere, altrimenti salta tutto. Non siamo noi che lo diciamo è la realtà delle cose.

Ci riferiamo ai fondi del PNRR. Queste le parole di esortazione del presidente ANCE, Gabriele Buia.

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