Niente soldi per le pensioni, ma per le armi si trovano subito

Mancano i soldi per mandare i lavoratori in pensione prima dei 67 anni, ma arrivano 10 miliardi in più per spese militari.

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Mancano i soldi per mandare i lavoratori in pensione prima dei 67 anni, ma arrivano 10 miliardi in più per spese militari.

Fa discutere la recente proposta di incrementare la spesa per la Difesa in Italia. Soprattutto in un momento in cui gli animi interni risultano tesi per la riforma delle pensioni.

Il governo punta infatti ad incrementare fino al 2% del Pil la spesa per armamenti con la scusa della guerra in Ucraina. Tradotto significherebbe almeno 10 miliardi di euro in più ogni anno da destinare a bombe e fucili.

Niente soldi per le pensioni

Ma delle pensioni dei lavoratori ci siamo dimenticati? Oppure i lavoratori sono diventati talmente fessi da credere che i soldi per le uscite anticipate manchino veramente? Al di là di ogni considerazione politica, pare proprio che il governo intenda perseguire questo fine sacrificando la spesa per le pensioni.

Il dado sembra già tratto e i sindacati sono già stati messi nell’angolo lo scorso anno quando il premier Draghi ha rinviato la riforma pensioni al 2022 tergiversando ancora. Ma oggi, di fatto, non c’è ancora la benché minima bozza di come si andrà in pensione dal prossimo anno.

L’incertezza regna sovrana e quota 100 non c’è più. Al suo posto c’è quota 102 che però terminerà la sua corsa a dicembre dopo aver soddisfatto le esigenze di poche migliaia di lavoratori. I requisiti (62 anni di età e 38 di contributi) saranno centrati infatti solo dai nati alla fine degli anni ‘50.

10 miliardi in più per bombe e fucili

Il premier Draghi ha quindi posto l’attenzione della riforma sugli equilibri di bilancio vincolando la spesa. Per garantire le generazioni future, si dice. Ma la verità, che non si vuole raccontare, è quella di ripristinare a tutto campo il sistema Fornero.

Tutti in pensione a 67 anni perché non ci sono i soldi.

Questo è il messaggio che arriva ai lavoratori da un governo che ha dimostrato oggi di voler spostare la spesa dal Welfare alla produzione di armi.

Naturalmente, anche in assenza della crisi ucraina, il problema della riforma pensioni reste renne da risolvere. Come è vero che fra esecutivo e parti sociali non è ancora stata trovata una quadra e il rischio è che si proceda ad oltranza e che si arrivi a fine 2022 con un niente o poco di fatto.

Intanto, però, i soldi per salvare le banche lo scorso anno sono strati trovati di corsa. Così come salteranno fuori altri 10 miliardi per incrementare le spese militari. E pensare che ne basterebbe meno della metà per mandare tutti in pensione a 62 anni.

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