Niente imposta di bollo sui conti correnti di base

Bollo conti correnti escluso da quelli a zero spese previsti in favore di soggetti svantaggiati, ossia che non superano la soglia Isee di 7.500 euro. Lo chiarisce l'Agenzia delle entrate nella circolare n. 48/2012 pubblicata oggi

di Redazione InvestireOggi, pubblicato il
Bollo conti correnti escluso da quelli a zero spese previsti in favore di soggetti svantaggiati, ossia che non superano la soglia Isee di 7.500 euro. Lo chiarisce l'Agenzia delle entrate nella circolare n. 48/2012 pubblicata oggi
Bollo conti correnti a zero spese per soggetti svantaggiati

Bollo conti correnti ridisciplinato con la manovra salva Italia 2012. Nuove misure es esenzione per il conto corrente di base, rivolto per lo più ai soggetti socialmente svantaggiati. Chiarisce alcuni aspetto dell’imposta di bollo sui conti correnti, l’Agenzia delle entrate con una corposa circolare pubblicata oggi 21 dicembre 2012.

Bollo conti correnti: le novità della manovra salva Italia

La disciplina dell’imposta di bollo sui conti correnti è stata oggetto di modifiche con l’articolo 19 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, la manovra salva Italia che ha modificato proprio la disciplina dell’imposta di bollo applicabile agli estratti di conto corrente, rendiconti dei libretti di risparmio ed alle comunicazioni inviate alla clientela relative a prodotti finanziari. Ora fornisce chiarimenti sul bollo conti correnti anche l’Agenzia delle entrate con la circolare n. 48/E del 21 dicembre 2012, con la quale fa il punto della situazione, a seguito delle modifiche normative introdotte nel corso dell’ultimo anno.

Bollo conti correnti: le nuove misure

Innanzitutto si ricorda che  decorrere dal 1° gennaio 2012, la misura dell’imposta di bollo sugli estratti di conto corrente e dei libretti di risparmio è pari alla misura annua (rapporta in base ai giorni di rendicontazione) di:

  • euro 34,20 se il cliente è una persona fisica
  • euro 100 se è diverso da persona fisica.

Esenzione bollo conti correnti: quando opera?

Importanti sono le precisazioni che vengono fatte sull’esenzione dal bollo conti correnti. A tal proposito si ricorda che l’articolo 19 del decreto salva Italia che ha modificato la disciplina del bollo conti correnti ha previsto l’esenzione dall’imposta di bollo a favore dei clienti persone fisiche, quando il valore medio di giacenza risultante dagli estratti e dai libretti è complessivamente non superiore a euro 5.000. Coerentemente con il disposto normativo, l’articolo 2, comma 4, del DM 24 maggio 2012 prevede che “Se il cliente è persona fisica, l’imposta non è dovuta per gli estratti conto e i rendiconti il cui valore medio di giacenza non supera euro 5.000. A tal fine, sono unitariamente considerati tutti i rapporti di conto corrente e i libretti di risparmio identicamente intestati, intrattenuti con la medesima banca, con Poste Italiane spa o emessi da Cassa depositi e prestiti”.

 Bollo conti correnti: le precisazioni dell’Agenzia delle entrate

 L’Agenzia delle entrate precisa che, ai fini dell’applicazione dell’esenzione del bollo sui conti correnti, occorre valutare, al termine del periodo rendicontato, la giacenza complessiva dei conti correnti e dei libretti intestati al medesimo soggetto, persona fisica.

A tal fine, devono essere considerati unitariamente tutti i rapporti detenuti dal cliente rispettivamente:

– con la medesima banca;

– con Poste Italiane;

– con Cassa Depositi e Prestiti.

Si precisa inoltre  che per giacenza media deve intendersi la media dei saldi contabili giornalieri di ciascun rapporto nel periodo oggetto di rendicontazione. La verifica della giacenza complessiva del cliente poi deve essere effettuata in occasione di ogni estratto o rendiconto e deve essere riferita al periodo rendicontato; qualora, a seguito di tale verifica emerga che la giacenza complessiva dei conti e dei libretti intestati al medesimo soggetto sia superiore a 5.000 euro, l’imposta trova applicazione con riferimento a tutti i rapporti intrattenuti dal cliente. Per valutare la posizione complessiva del cliente inoltre devono essere ricompresi anche i libretti di risparmio al portatore. In tal caso, ai fini del cumulo, occorre porre rilievo al soggetto che viene censito al momento dell’emissione del libretto ovvero al soggetto successivamente censito dall’intermediario quale portatore del libretto.

 Esenzione bollo conti correnti di base

 Da ultimo, le Entrate sottolineano che non devono essere considerati ai fini della valutazione complessiva della posizione del cliente i cd. ‘conti di base’ esenti dall’imposta di bollo. Quindi in sostanza niente imposta di bollo sul conto corrente di base, quello cioè rivolto alla clientela socialmente svantaggiata. Si tratta del servizio senza spese che deve essere offerto dall’intermediario ai consumatori il cui Isee è inferiore a 7.500 euro. Il conto corrente di base o a zero spese è stato introdotto dal Governo Monti ( si veda il nostro articolo Pronto il conto a zero spese per poveri e pensionati).

È un conto totalmente gratuito e disponibile solo per che ha un indicatore Isee sotto i 7.500. per chi supera la soglia dei 7500 euro, il conto corrente di base avrà un canone annuo moderato, il quale sarà stabilito direttamente dall’istituto di credito di riferimento. Niente bollo conti correnti di base quindi.

 

Sullo stesso argomento potrebbe interessarti:

Imposta di bollo conto corrente: esenzione sotto i 5mila euro

Imposta di bollo sui conti correnti: istruzioni per l’uso

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Imposta di bollo