News pensioni: le ultimissime sulla riforma e lo sblocco possibile del 7 aprile 2022

I sindacati vogliono risposte sulla riforma pensioni dopo la battuta d’arresto del tavolo di confronto. Il punto della situazione

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News pensioni: le ultimissime sulla riforma e lo sblocco possibile del 7 aprile 2022

L’improvviso scoppio del conflitto tra Russia e Ucraina e il suo proseguire, hanno causato, tra l’altro, anche una battuta d’arresto del confronto Governo-Sindacati sulla riforma pensione. Il tavolo dovrebbe riprendere, con un nuovo appuntamento, questo giovedì, 7 aprile 2022. Sarà l’occasione per discutere la riforma pensioni?

E’ questa la data indicata dal premier, Mario Draghi, ai sindacati per un nuovo incontro a palazzo Chigi. Ciò è quanto riporta la stampa specializzata (il Sole 24 ore).

Intanto, domani, martedì 5 aprile, dovrebbe avvenire l’approvazione dal parte del Consiglio dei Ministre, del DEF (Documento di economia e finanza), ossia il documento stilato dal Governo per presentare, al Parlamento, gli obiettivi di politica economica e le strategie per raggiungerli, approfondire il conto economico e illustrare le riforme per la crescita.

Riforma pensioni, i sindacati chiedono risposte

La maggiori sigle sindacali, Cgil, Cisl e Uil, sono le prime a scendere in campo. Le loro maggiori preoccupazioni, per la riforma pensioni, sono rivolte a giovani e lavoratori in genere. Come intende il governo far fronte al continuo rincaro prezzi ed alla vertiginosa discesa del potere di acquisto?

Quali sono le misure che l’esecutivo intende mettere sul tavolo per una riforma pensioni che sia una volta e per tutte strutturale e che garantisca una vecchiaia dignitosa?

Queste le domande a cui si vuole risposta.

Occorre altresì considerate che l’attuale scenario macroeconomico italiano e del resto del globo, da qui a fine anno, è destinato a mutare ancora in maniera esponenziale.

C’è poi da considerare una categoria di lavoratori da sempre danneggiata. I commercianti. Questi, oggi sono costretti a vivere, dopo anni di vita lavorativa e di tasse pagate, con un assegno mensile che nella maggior parte dei casi si aggira su importi inferiori a 1.000 euro.

L’obiettivo, dunque, è quello di puntare anche su un aumento delle pensioni.

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