Nel Modello 730/2020 il nuovo credito per la bonifica ambientale

Il nuovo credito d’imposta per le erogazioni liberali effettuate nel 2019 e finalizzate alla bonifica ambientale trova spazio al rigo G15 del Modello 730/2020 e al rigo CR31 del Modello Redditi PF/2020

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Il nuovo credito d’imposta per le erogazioni liberali effettuate nel 2019 e finalizzate alla bonifica ambientale trova spazio al rigo G15 del Modello 730/2020 e al rigo CR31 del Modello Redditi PF/2020

Trova spazio nel Modello 730/2020 e nel Modello Redditi PF/2020, il credito d’imposta per la bonifica ambientale riconosciuto a fronte delle erogazioni liberali in denaro effettuate nel 2019 per interventi su edifici e terreni pubblici, sulla base di progetti presentati dagli enti proprietari, ai fini della bonifica ambientale, compresa la rimozione dell’amianto dagli edifici, della prevenzione e del risanamento del dissesto idrogeologico, della realizzazione o della ristrutturazione di parchi e aree verdi attrezzate e del recupero di aree dismesse di proprietà pubblica.

Il beneficio spetta nella misura del 65% delle erogazioni effettuate; è riconosciuto nei limiti del 20% del reddito imponibile ed è ripartito in tre quote annuali di pari importo.

Dove va indicato?

Se il contribuente presenta la propria dichiarazione dei redditi mediante il Modello 730/2020, il credito d’imposta in esame troverà spazio al rigo G15 dove in colonna 1 andrà riportato il codice “4”, ed in colonna 2 l’importo dell’erogazione liberale fatta nel 2019.

Laddove, invece, il contribuente presenterà il Modello Redditi PF/2020, il credito trova posto alla sezione XII – altri crediti d’imposta del quadro CR al rigo CR31. Anche in questo caso il codice da indicare è “4” a colonna 1 e l’erogazione eseguita nel 2019 va in colonna 2.

Si ricorda che il beneficio in esame è stato istituito con la Legge di bilancio 2019 (commi 156-161) ed è utilizzabile solo in compensazione e non rileva ai fini delle imposte sui redditi e dell’imposta regionale sulle attività produttive. Inoltre non si applicano i limiti all’utilizzo in compensazione di cui alla legge n. 388 del 2000, e quello annuale di 250 mila euro, di cui all’articolo 1, comma 53, della legge n. 244 del 2007.

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