Naspi e assegno di invalidità: cosa succede alla pensione?

Cosa accade se un lavoratore che ha diritto alla Naspi percepisce l'assegno di invalidità?

di Patrizia Del Pidio, pubblicato il
Cosa accade se un lavoratore che ha diritto alla Naspi percepisce l'assegno di invalidità?

Con la sentenza 234 del 2011 la Corte di Cassazione ha dichiarato l’illegittimità dell’articolo 6 comma 7 del Dl 148 del 20 maggio 1993 in cui si prevedeva la possibilità di poter scegliere, in caso si fruisca sia di indennità di disoccupazione che di trattamenti di invalidità, quello più succulento tra i due.   Naspi e assegno ordinario di invalidità sono incompatibili, ma dopo la sentenza della Corte Costituzionale è possibile scegliere se continuare a fruire dell’assegno di invalidità o dell’indennità di disoccupazione. E’ quindi il lavoratore stesso che sceglie quali dei due sostegni mantenere nel periodo di disoccupazione indennizzato.   La precisazione della Consulta è molto importante per i lavoratori perché, qualora l’indennità di disoccupazione abbia un importo maggiore si può optare di percepire quella al posto dell’assegno ordinario di invalidità, circostanza che potrebbe essere frequente nei casi di giovani che non hanno una carriera contributiva particolarmente brillante, cosa ce incide negativamente sull’assegno ordinario di invalidità. Con la riforma Dini del 1995, infatti, l’integrazione al trattamento minimo ha escluso l’assegno di invalidità di tutti coloro che hanno iniziato a lavorate dopo il 31 dicembre 1995.   Nel caso, quindi, il lavoratore opti per la Naspi si vedrà sospendere l’erogazione dell’assegno di invalidità per tutta la durata della fruizione dell’indennità di disoccupazione.   E’ da sottolineare, però, che in qualsiasi momento il lavoratore che ha optato per la Naspi può rinunciare all’indennità di disoccupazione vedendosi ripristinato il pagamento dell’assegno di invalidità. Questo perchè, come è ormai noto, l’importo della Naspi non è stabile ma a partire da quarto mese subisce una riduzione del 3% al mese. Va ricordato, in ogni caso, che la rinuncia alla fruizione della Naspi ha carattere definitivo e chi la esercita non può percepire in nessun modo la parte residua di Naspi.

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Argomenti: Naspi

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