Naspi, cassa Integrazione e ammortizzatori sociali: il governo apre alle richieste dei sindacati

Possibili proroghe alla Cig, Cigs e aperture del governo per le aziende in crisi che hanno in programma il rilancio.

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Possibili proroghe alla Cig, Cigs e aperture del governo per le aziende in crisi che hanno in programma il rilancio.

Allo studio dell’esecutivo, su richiesta dei sindacati, potrebbe esserci una proroga di 12 mesi, per tutto il 2018, di una maggiore flessibilità per l’accesso alla cassa integrazione e la cassa integrazione straordinaria più altri strumenti per le azinde che operano in area di crisi.

Il nuovo tavolo tecnico tra governo e sindacari, quindi, tenderebbe a puntare proprio a far tornare al centro dell’attenzione le 8 aree di crisi complessa, ovvero Taranto, Piombino, Gela, Livorno, Porto Torres, Porto Vesme, Terni-Narni e Frosinone, per le quali si potrebbe essere una proorga per quanto già varato per il 2017.

In questo modo si consentirebbe alle aziende in crici si accedere ancora per un anno all’integrazione salariale per i dipendenti in esubero.

Per quanto riguarda, poi, le crisi di aziende in via di ristrutturazione ci sarebbe l’ipotesi di prolungare la Cigs a 36 mesi (ad oggi si può prolungare fino a 24 mesi) con l’utilizzo della solidarietà ma solo in presenza di un piano di rilancio. In questo modo si renderebbero compatibili la tutela dei lavoratori con i tempi di rilancio dell’azienda anche se è ancora in corso lo studio dell’impatto economico che comporterebbe l’allungamento di 12 mesi della misura.

Il costo dell’accesso alla Cigc, però, per le aziende è molto costoso e renderebbe i licenziamenti la strada più facilmente percoribile sul piano economico.

La Cgil sembra apprezzare l’apertura del governo in tal senso ma il sindacato ha messo sul tavolo alnche la sproporzione tra costo di accesso alla Cigs e licenziamenti aggiungendo che “L’esecutivo deve ragionare su interventi che aumentino il costo dei licenziamenti e rivedano quello di attivazione della cassa integrazione poiché riteniamo indispensabile porre rimedio ad una situazione in cui per le imprese è più facile licenziare che attivare strumenti conservativi”
La Uil sembra soddisfatta dall’incontro e dall’apertura e afferma che “La volontà di intervenire rendendo meno rigido il criterio di autorizzazione per agli ammortizzatori sociali per le piccole imprese che versano al fondo integrazione salariale è un fatto importante.

Oggi il Fis incassa centinaia di milioni ma eroga poche prestazioni e questo non è giusto per chi è colpito da ristrutturazioni aziendali”.

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