Naspi, assegno di ricollocazione e patto di servizio: quali le novità?

Quali sono le novità introdotte lo scorso 24 settembre in relazione alle indennità a sostegno del reddito per disoccupati?

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Quali sono le novità introdotte lo scorso 24 settembre in relazione alle indennità a sostegno del reddito per disoccupati?

Il decreto legislativo 150 del 2015, in vigore dallo scorso 24 settembre ha introdotto delle novità che riguardano gli ammortizzatori sociali, ed in particolare la Naspi: il patto di servizio personalizzato e l’assegno di ricollocazione, entrambi volti ad agevolare la ricerca di un nuovo lavoro.    

Patto di servizio personalizzato

Il patto di servizio personalizzato andrà sottoscritto sia dai lavoratori disoccupati, cioè quelli che dichiarano la propria immediata disponibilità allo svolgimento di un’attività lavorativa, sia da quelli che sono a rischio disoccupazione. Allo scopo di valutare l’occupabilità di tali lavoratori essi saranno assegnati ad una classe di profilazione. Nel patto il richiedente dovrà dichiarare la propria disponibilità a partecipare a iniziative a carattere formativo e di accettare offerte di lavoro congrue.   Per l’erogazione di Naspi, Dis Coll e Asdi la sottoscrizione del patto diventa condizione necessaria all’erogazione e la domanda presentata per una delle indennità a sostegno del reddito equivarrà alla dichiarazione di immediata disponibilità a lavorare.  

Assegno di ricollocazione

Accanto a queste novità troviamo anche l’assegno di ricollocazione, una cifra che viene riconosciuta ai lavoratori disoccupati che percepiscono la Naspi qualora la percepiscano da 4 mesi. L’assegno di ricollocazione è slegato dal discorso del patto di servizio in modo da garantire al lavoratore una maggior tutela. Il patto di servizio viene sospeso per tutta la durata dell’assegno di ricollocazione che il lavoratore deve usare, in strutture pubbliche e private, in ogni caso accreditate dalla regione, per farsi assistere nella ricerca di una nuova occupazione.   L’importo dell’assegno varia in base al grado di occupabilità del lavoratore: minori sono le possibilità di trovare un impiego e maggiore sarà l’importo dell’assegno.

In media vengono erogati 1500 euro per lavoratore, che possono diventare anche 3-4000 euro nei casi in cui risulti più complicato trovare una nuova occupazione.

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