Mutui: crescono gli importi medi ma si allungano i tempi

Nel primo trimestre del 2021, nonostante la crisi, aumentano le richieste di mutui immobiliari. L’età media dei richiedenti scende a 41 anni.

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Mutui immobiliari in crescita. Gli italiani non rinunciano a comprare casa nemmeno in tempi di crisi. E’ infatti in leggero aumento l’importo medio richiesto dei mutui nei primi mesi del 2021.

Segno che il mercato immobiliare sta cercando di risvegliarsi. Ma allo stesso tempo c’è anche chi pensa che gli attuali prezzi medi siano una occasione da non perdere. E così, nonostante la crisi pandemica, le famiglie italiane non rinunciano al sogno di comprare casa.

Mutui, cresce l’importo medio

Un fenomeno tutto italiano. All’estero le famiglie preferiscono andare a vivere in affitto e i proprietari di casa sono molto meno in percentuale rispetto agli italiani. Secondo una indagine di Facile.it e Mutui.it su un campione di 90.000 richieste di mutuo, tra gennaio e marzo di quest’anno l’importo medio richiesto per i mutui è cresciuto del 2,5% rispetto allo stesso periodo del 2020. La cifra, per l’esattezza, si attesta a 137.479 euro.

Ma come mai questo strano ritorno di interesse verso i mutui immobiliari in tempi di crisi? Come spiega Ivano Cresto di Facile.it

“nel corso del primo trimestre le banche,m non solo hanno continuato ad offrire condizioni favorevoli, ma hanno anche mantenuto una certa elasticità nei criteri di valutazione del merito creditizio dei richiedenti. Tutto questo ha contribuito a sostenere la domanda in un periodo comunque ancora molto influenzato dagli effetti della pandemia”.

Scende l’età media dei richiedenti

Un’altra curiosità che emerge dall’indagine è l’età media dei richiedenti mutui immobiliari. Rispetto al 2020 questa è scesa a 41 anni, quasi un anno in meno. Si tratta comunque di una età leggermente più alta rispetto al resto d’Europa e molto più alta rispetto agli USA dove i richiedenti mutui hanno mediamente 33 anni.

Il fenomeno va analizzato in relazione all’occupazione. In Italia il tasso di disoccupazione giovanile supera il 32% e il che significa un ingresso tardivo nel mondo del lavoro e quindi anche la possibilità di contrarre mutui prima dei 40 anni.

In crescita, invece, la durata del piano di ammortamento medio che passa da poco meno di 22 anni a 23 anni. Un anno in meno quindi per stipulare il mutuo, ma un anno in più per estinguerlo.

Tasso fisso e tasso variabile

Nonostante le condizioni offerte dalle banche per i mutui immobiliari siano rimaste favorevoli, qualcosa sta cambiando ultimamente. La percezione di un rialzo dei tassi nel lungo periodo ha spinto gli istituti di credito a rincarare le condizioni per i tassi fissi rispetto ai tassi variabili.

Un lieve aumento che per ora non incide più di tanto, stante anche l’importo medio richiesto, ma che rappresenta pur sempre un campanello d’allarme per chi intende finanziarsi a lungo termine per comprare casa.

Secondo le simulazioni di Facile.it, il Taeg medio per un importo da 126.000 euro da ripagare in 25 anni è salito al 1,37%, cioè il 10,5% in più rispetto a un anno fa. Resta invece fermo il mutuo a tasso variabile: il Taeg medio è pari a 1,03%.

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