Multe per eccesso di velocità: e i proventi?

Con una nota interpretativa del 5 giugno scorso, l’Anci, l’Associazione Nazionale comuni italiani, fornisce chiarimenti in merito alla destinazione dei proventi derivanti dalle multe stradali accertate con autovelox

di Redazione InvestireOggi, pubblicato il
Con una nota interpretativa del 5 giugno scorso, l’Anci, l’Associazione Nazionale comuni italiani, fornisce chiarimenti in merito alla destinazione dei proventi derivanti dalle multe stradali accertate con autovelox

I proventi delle multe per eccesso di velocità derivanti da autovelox saranno devolute per metà agli enti proprietari delle strade, per mettere in sicurezza le stesse, dal 2013. Lo chiarisce l’Anci in una sua nota del 5 giugno 2012.

 

Innanzitutto, l’Associazione dei Comuni italiani ricorda come il decreto fiscale, il  D.l. 16/2012 convertito in Legge n. 44/2012 ha introdotto una serie di rilevanti novità sulla destinazione delle sanzioni del Codice della strada  tra enti proprietari delle strade ed enti “accertatori” delle sanzioni rilevate con autovelox. Novità queste che hanno generato non pochi dubbi interpretativi e a cui l’Anci tenta di dare un risposta con la nota del 5 giugno scorso.

 

Obbligo di rendiconto dell’ente locale

Il decreto fiscale convertito in legge ha modificato infatti il Codice della strada, all’articolo 142, comma 12-quater, sui limiti di velocità, per cui ogni ente locale ha l’obbligo di  trasmettere, in via informatica al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ed al Ministero dell’interno, entro il 31 maggio di ogni anno, una relazione in cui sono indicati, con riferimento all’anno precedente:

–           l’ammontare complessivo dei proventi di propria spettanza come risultante da rendiconto approvato nel medesimo anno,

–           gli interventi realizzati a valere su tali risorse, con la specificazione degli oneri sostenuti per ciascun intervento.

 

In particolare, la percentuale dei proventi spettanti subisce una riduzione del 90% annuo nei confronti dell’ente che non trasmetta la relazione di cui sopra, ovvero che utilizzi i proventi in modo difforme da quanto previsto, ossia per la manutenzione e la messa in sicurezza delle strade e relative infrastrutture, compresi guarda-rail, segnaletica e potenziamento della vigilanza, per ciascun anno per il quale sia riscontrata una delle predette inadempienze.

 

Scopo: recuperare risorse e mettere in sicurezza le strade

Le intenzioni di fondo della novità sono lodevoli, visto che i proventi della multe per eccesso di velocità dovranno essere devoluti per la metà agli enti proprietari delle strade e per metà ai Comuni, per la messa in sicurezza delle stesse. Allo stesso tempo saranno puniti pesantemente gli enti che non comunicano la ripartizione annuale dei proventi previsti dall’art.142 CdS, con l’indicazione di come tali proventi sono stati utilizzati, invocando così alla trasparenza, visto che si parla di una specifica responsabilità disciplinare per danno erariale per i soggetti inadempienti.

 

I problemi attuativi

Tuttavia i problemi non mancano e tra questi si segnala il fatto che a rimanere esclusa dalla devoluzione dei proventi delle multe per eccesso di velocità verificate con gli autovelox, è l’Anas. O ancora problemi derivano dal calcolo delle somme da devolvere  e in particolare se in esso vanno considerate quelle effettivamente incassate ovvero quelle solamente accertate, non tenendo in considerazione i ricorsi vinti e i mancati pagamenti. Nella sua nota l’Anci stabilisce che le novità del nuovo articolo 142 del Codice della strada, si sarebbero dovute applicare a decorrere dal primo esercizio finanziario successivo all’approvazione di un decreto ministeriale attuativo ad hoc, per la cui emanazione non era stata fissata una scadenza, ma questo decreto manca. Cosa fare?

 

La ripartizione parte dal 2013

Considerando ciò, l’Associazione nazionale dei Comuni italiani ha precisato che la devoluzione di metà dei proventi delle multe per eccesso di velocità accertate con autovelox agli enti proprietari delle strade, partirà effettivamente il prossimo anno, il 2013. In considerazione di ciò, l’obbligo di rendiconto al Ministero delle infrastrutture scatta dal 2014 e come tale sono nulli e quindi inutili i rendiconti che alcuni amministratori locali hanno cominciato a inviare al Dicastero competente, anche in considerazione del fatto che quelli spediti finora sono cartacei e la norma parla chiaramente di invii telematici. Staremo a vedere, anche se i tempi si prospettano molto lunghi, se questa novità porterà i suoi frutti, ossia strade più sicure e meno incidenti.

 

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