Multe in strada e controllo autocertificazioni sono i “nuovi autovelox”?

Multe in strada e controlli per le autocertificazioni. Il sospetto è che siano "nuovi autovelox"

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Multe in strada e controlli per le autocertificazioni. Il sospetto è che siano

Sul rischio di multe in strada per chi circola senza autocertificazione o senza valida motivazione, le idee non sono sempre chiare. Ancora molte persone non sanno che cosa si possa fare o cosa no, anche perché ordinanza comunali e regionali spesso hanno derogato al decreto con regole più restrittive. Ma la sensazione diffusa e abbastanza generale è che, non di rado, le stesse forze dell’ordine incaricate dei controlli, applichino le restrizioni in modo diverso. Si tratta “solo” di mancata uniformità o c’è altro sotto? Aduc ha raccolto le testimonianze di diversi consumatori e ha avanzato una teoria che potrebbe celare una volontà diversa, ovvero quella di compensare le casse comunali visto che, con molte meno macchine in giro, le multe per violazione del codice della strada sono drasticamente diminuite in tutta Italia (così come, per fortuna, anche gli incidenti stradali). Come si dice, solo una considerazione ma a volte a pensar male si fa peccato ma…

Controlli autocertificazione e multe: sono i nuovi autovelox?

L’idea di base, ovvero fare cassa con la raccolta soldi delle multe, non è di certo nuova quindi inutile negare che, in alcuni casi, questo sospetto sia legittimo. Ne avevamo parlato anche qui, in tempi non sospetti. Che succede ora? Causa coronavirus si circola meno, le entrate per le contravvenzioni scendono drasticamente. Le multe per i non autorizzati potrebbero essere un modo per recuperare qualcosa, come in altre occasioni è stato fatto tramite autovelox non opportunamente segnalati, posti in strade a scorrimento veloce in discesa etc.

Aduc premette all’inizio della nota che non tutti i casi possono essere considerati allo stesso modo naturalmente. Ci sono situazioni in cui è evidente la colpevolezza dei soggetti multati ma anche tra questi ultimi andrebbe fatta una distinzione: “a parte gli “spacconi” che mettono sempre al primo posto la loro individualità fregandosene della collettività, buona parte sono multati per carenza di informazione. Per muoversi al di fuori della propria abitazione, oltre ai decreti nazionali per i quali grossomodo l’informazione c’è pur coi continui aggiornamenti, occorre informarsi dei decreti regionali e comunali (e, anche qui, con continui aggiornamenti). E mentre l’informazione nazionale è grossomodo accessibile, non si può dire altrettanto per quella regionale e comunale: poche radio e tv (e in genere poco seguite perché intasate di pubblicità), in genere molto basata su un cartaceo che, in questo momento, ne risente (la maggior parte legge il giornale del bar mentre prende un caffè e conversa anche con altri potenziali informatori… e i bar sono chiusi)”.

Ma ancora più grave sarebbe il secondo caso, quello in cui si può ipotizzare un abuso da parte di chi effettua i controlli:  “visto che le forze dell’ordine sono un necessario punto di riferimento. Accadono multe tipo:
– Bologna, andava a fare la spesa in skateboard. Polizia: è vietato, può andare solo a piedi, in bicicletta o macchina. 533 euro!
– Firenze, babbo con figliola di 15 mesi a farle vedere le paperelle sull’affluente dell’Arno a 300 metri da casa. Polizia: è vietato andare oltre 200 metri. Babbo (informato… ed ha ragione): non in Toscana e a Firenze. Polizia: faccia ricorso. 533 euro!
– Roma, figlia che va in emergenza dalla mamma 80enne che vive sola e che le si è rotto il lavello. Polizia: non è vero! 280 euro!
– Sassari (Budoni), uscito per comprare fiori in un mercato del paese dove sono rimasto confinato a casa della mia ragazza (io vengo da BG) ma siccome i fiori non c’erano sono tornato indietro. Carabiniere: non è vero! 280 € di multa aggiungendo che se non mi trovavo bene lì potevo rimanere a BG!
– Ravenna, uscito a fare jogging a meno di 200 metri da casa. Polizia: jogging non è atttività motoria ma ludica. 533 euro!

Raccogliendo molte testimonianze di questo tipo pensare male potrebbe diventare lecito.

Di qui la conclusione dell’Associazione che difende i diritti dei consumatori: “Certo, chi infrange la legge va multato, ci mancherebbe altro, ma c’è modo e modo. E l’intasamento che in Aduc abbiamo nelle richieste di consigli che ci pervengono, la lettura delle cronache locali in genere fonte di queste notizie, ci fa scattare un campanello d’allarme che più di qualcosa non stia funzionando. Non solo, ma che qualcuno ne stia abusando”

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