Multe a chi compra dagli ambulanti in spiaggia: si rischia sanzione da 7 mila euro

Pugno duro del nuovo governo contro gli ambulanti in spiaggia ma anche contro i bagnanti che acquistano merce a riva: multe fino a 7 mila euro.

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Pugno duro del nuovo governo contro gli ambulanti in spiaggia ma anche contro i bagnanti che acquistano merce a riva: multe fino a 7 mila euro.

Sta facendo scalpore, tra polemiche e applausi, l’ultima sfida dichiarata dal nuovo governo e da Salvini alla contraffazione e al nero: multe per chi compra in spiaggia dagli ambulanti fino anche a 7 mila euro.

Salvini contro il nero: al mare multe salate più dell’acqua

Salvini contro il nero: non è un gioco di parole per la politica dei chiusura dei porti anti immigrazione irregolare. Il riferimento è al commercio abusivo, di ambulanti senza licenza e di merce contraffatta, che penalizza il made in Italy e i piccoli negozi. Soprattutto in estate le spiagge delle località balneari assistono al passaggio di venditori ambulanti sul bagno asciuga. Merce contraffatta o venduta senza scontrino ma anche massaggi, tatuaggi, treccine in spieggia etc.
Salvini aveva già annunciato il pugno duro contro l’invasione delle spiagge da parte degli ambulanti in occasione dell’assemblea nazionale di Confesercenti ma ora la direttiva sta per approdare al Viminale. Si chiama “spiagge sicure” e si basa su un principio di tolleranza zero non solo contro gli ambulanti in spiaggia ma anche da chi compra da questi favorendo di fatto il commercio in nero a svantaggio dei commercianti che pagano le tasse.

Multe in spiaggia: critiche e approvazioni per il pugno duro

Una politica che ha diviso gli italiani. A favore della lotta ai venditori abusivi in spiaggia ci sono i piccoli commercianti che pagano le tasse. Ma c’è anche chi ha fatto notare che questa misura richiederebbe uno sforzo extra per le forze dell’ordine. Come verrebbero pagati gli straordinari? Era stat ventilata l’idea di ricorrere ai fondi europei della legalità ma si tratterebbe del primo caso a livello comunitario quindi la possibilità non va data per scontata. In attesa di sciogliere questo nodo le altre ipotesi al vaglio prevedono il ricorso a spostamenti temporanei del personale nelle zone più critiche, ad esempio Napoli e Prato in cui è maggiormente concentrata la produzione di merce contraffatta. Va detto che ci sono anche Comuni italiani colpiti dal fenomeno (non a caso quelli più turistici) che si sono organizzati autonomamente come nel caso di Cervia (in cui è attivo un sistema simile a quello proposto da Salvini) e Rimini in cui si effettuano controlli quotidiani sulle spiagge e sugli affitti in nero.

Leggi anche:

Multe in spiaggia, dalle sigarette al cibo: ecco i divieti al mare da nord a sud

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Normativa e Prassi, Multe