Moratoria finanziamenti PMI: proroga al 30 giugno 2021 nella Legge di bilancio

La proroga opera in maniera automatica per coloro che già ne stanno beneficiando, per le altre imprese valgono le regole di accesso ordinarie.

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La proroga opera in maniera automatica per coloro che già ne stanno beneficiando, per le altre imprese valgono le regole di accesso ordinarie.

Il Ddl di bilancio 2021 dispone in favore delle PMI, la proroga della sospensione dei pagamenti dei finanziamenti bancari in essere.

 

La misura, così come le  successiva proroghe, si applicano a quelle PMI che non presentavano esposizioni  debitorie deteriorate al 17 marzo 2020. Data di pubblicazione del decreto-legge n.18/2020.

 

La proroga opera in maniera automatica per coloro che già ne stanno beneficiando.

 

Ecco in chiaro le novità previste nella bozza della Legge di bilancio 2021.

La moratoria dei finanziamenti delle PMI

Il D.L. 18/2020, c.d decreto Cura Italia,  ha previsto la sospensione delle scadenze relative a varie esposizioni debitorie delle microimprese e delle piccole e medie imprese (PMI) nei confronti di banche e altri intermediari. Inizialmente la sospensione operava fino al 30 settembre 2020.

 

Dopodiché è stata oggetto di proroga:

 

  • al 31 gennaio 2021 con l’art.65 del D.L. 104/2020, c.d decreto Agosto;
  • al 31 marzo 2021 per le imprese del settore turistico ai sensi dell’articolo 77, comma 2 dello stesso decreto.

 

La moratoria è accompagnata da garanzia pubblica, di natura sussidiaria, a valere su una apposita sezione del Fondo di garanzia per le PMI che copre parzialmente le esposizioni interessate.

 

Sono interessate dalla moratoria anche le ditte individuali e i professionisti.

Perché è stata introdotta la moratoria dei finanziamenti PMI?

La moratoria è stata introdotta per sostenere la liquidità delle PMI e aiutarle nel superare la caduta produttiva connessa con l’emergenza sanitaria. Al fine di evitare che un calo della domanda molto forte, anche se verosimilmente limitato nel tempo, abbia effetti permanenti sull’attività di un numero elevato di imprese e sia amplificato da meccanismi finanziari (Fonte relazione illustrativa Legge di bilancio 2021).

Gli effetti della moratoria dei finanziamenti PMI

Per effetto della moratoria, fino ai termini citati:

 

  • non possono essere revocate, neanche parzialmente, fino al 31 gennaio 2021 le aperture di credito “a revoca”, nonché i finanziamenti accordati a fronte di anticipi su crediti, per gli importi esistenti alla data del 29 febbraio 2020, o, se successivi, al 17 marzo 2020; la disposizione trova applicazione sia per la parte utilizzata sia per quella non utilizzata (articolo 56, comma 2, lettera a), del decreto-legge n.
    18 del 2020);
  • sono prorogati fino al 31 gennaio 2021, alle medesime condizioni, i contratti relativi a prestiti non rateali, con scadenza contrattuale antecedente a quella data; la misura si applica anche a tutti gli elementi accessori (in particolare le garanzie) relativi al contratto principale (articolo 56, comma 2, lettera b), del decreto-legge n. 18 del 2020);
  • sono prorogati al 31 gennaio 2021 i pagamenti -con scadenza antecedente a quella data di rate o canoni di leasing relativi a mutui e altri finanziamenti con rimborso rateale, ivi compresi quelli perfezionati mediante il rilascio di cambiali agrarie; il piano di rimborso delle rate o dei canoni oggetto di sospensione è dilazionato ed è nella facoltà delle imprese richiedere la sospensione del solo rimborso in conto capitale (articolo 56, comma 2, lettera c), del decreto-legge n. 18 del 2020).

Le novità della Legge di bilancio 2021

La Legge di bilancio 2021, nella bozza attualmente disponibile, prevede una proroga della moratoria fino al 30 giugno 2021.

 

La misura in questione è stata autorizzata dalla UE  nell’ambito del “Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza della Covid-19”.

 

La successiva proroga, D.L. 104/2020, è stata autorizzata con decisione della Commissione europea S.A. 57717 (C/2020 6755 final–del 28 settembre).

 

Ancora, il IV emendamento alla Comunicazione della Commissione sul Quadro Temporaneo delle misure di aiuto C(2020) 7127 final del 13.10.2020, modificando il punto 25, lettera c) della originaria Comunicazione, ammette la proroga  fino al 30 giugno 2021.

 

Difatti, quando disposto dalla Legge di bilancio 2021 non necessita di ulteriore autorizzazione U.E.

Come si accede alla moratoria

L’acesso alla moratoria dei prestiti varia a seconda se già se ne sta beneficiando o meno.

 

Infatti:

 

  • per le imprese già ammesse alla moratoria, la proroga al 30 giugno 2021 opera automaticamente, salva l’ipotesi di rinuncia, da far pervenire al soggetto finanziatore entro il termine del 30 settembre 2020;
  • le altre imprese invece possono essere ammesse, entro il 31 gennaio 2021.

 

L’ammissione avviene secondo le modalità ordinarie prevista dall’art.56 del decreto Cura Italia.

 

In sintesi, nell’apposita comunicazione si deve autodichiarare che:

 

  • il finanziamento per il quale si presenta la comunicazione di moratoria;
  • di aver subito in via temporanea carenze di liquidità quale conseguenza della diffusione dell’epidemia da COVID-19”;
  • di soddisfare i requisiti per la qualifica di microimpresa, piccola o media impresa;
  • la consapevolezza delle conseguenze civili e penali in caso di dichiarazioni mendaci ai sensi dell’art. 47 DPR 445/2000.

 

Nel caso in cui il finanziamento è assistito da agevolazioni pubbliche la banca o l’intermediario finanziario, trascorsi 15 gg dalla comunicazione all’ente agevolatore,  può procedere senza ulteriori formalità alla sospensione del finanziamento, secondo il principio del silenzio assenso.

 

Attenzione, l’impresa, al momento dell’inoltro della comunicazione, deve essere in bonis. Vale a dire che non ha posizioni debitorie classificate come esposizioni deteriorate. Ripartite nelle categorie sofferenze, inadempienze probabili, esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate. In particolare, non deve avere rate scadute (ossia non pagate o pagate solo parzialmente) da più di 90 giorni.

 

Indicazioni rinvenibili sul sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze( M.E.F.).

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