Moneta fiscale gratuita: l’alternativa all’austerità per uscire dalla crisi?

Una moneta fiscale da affiancare all'euro: la nuova proposta per uscire dalla crisi senza politiche di austerità. Pro e contro

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Una moneta fiscale da affiancare all'euro: la nuova proposta per uscire dalla crisi senza politiche di austerità. Pro e contro

Come uscire dalla crisi senza seguire politiche di austerità? La proposta alternativa prevede l’istituzione di una moneta fiscale gratuita. Dietro a questa soluzione ci sono alcuni illustri economisti, tra i quali Luciano Gallino, Marco Cattaneo, Biagio Bossone, Enrico Grazzini e Stefano Sylos Labini. Il piano prevede l’emissione, da parte del governo italiano, di titoli fiscali operanti come moneta. Si tratterebbe di una moneta complementare in circolazione parallelamente e alternativamente all’euro. Lo scopo della riforma della moneta fiscale è, sulla carta, quello di dare una nuova spinta all’economia e ai consumi.

Moneta fiscale e validità: quali Paesi sarebbero coinvolti

Che in Europa con la moneta unica si siano differenziati Paesi di “serie A” e di serie “B” è ormai evidente. E’ a questi ultimi che si rivolge la proposta di una moneta fiscale. Il piano di attuazione sulla carta è semplice: emissione e distribuzione di certificati di credito fiscale, ossia di titoli da usare dopo due anni per i pagamenti di tasse e la compensazione di altre forme di obbligazione finanziaria con la pubblica amministrazione (tariffe, multe etc.). I Ccf sarebbero distribuiti a titolo gratuito alle famiglie in misura inversamente proporzionale al reddito e alle imprese sulla base del numero di dipendenti. In altre parole il mercato dei certificati di credito fiscale sarebbe simile a quello dei Bot e dei Btp, con possibilità di cambio per ottenere subito euro.

Moneta fiscale: significherebbe uscire dall’Euro?

Per maggiore chiarezza quindi è bene spiegare che la moneta fiscale non dovrebbe rimpiazzare l’euro (e qui la proposta si differenzia da quella di chi propone l’uscita dalla moneta unica tout court). Stipendi, tasse, beni e servizi continuerebbero ad essere pagati in euro. Il progetto prevede l’emissione di certificati fino a circa 200 miliardi in tre anni perché conta di immettere nel mercato miliardi di euro che, attualmente, sono congelati nel sistema bancario e finanziario. Basterebbe a dare una spinta all’economia e ai consumi? La manovra, non esente da critiche, non crea però problemi di compatibilità con i Trattati europei, che rimandano alla sovranità nazionale in campo fiscale. Questo significa che la moneta fiscale in Italia potrebbe essere introdotta senza previa autorizzazione delle istituzioni europee e di Berlino.

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Argomenti: News Fisco