Moduli reddito di cittadinanza: file ai Caf per l’assegno della campagna elettorale 5Stelle, è una bufala?

5 Stelle primo partito: e la gente fa la fila al Caf e ai Comuni per avere i moduli per il reddito di cittadinanza. E se fosse tutta una bufala? Ecco come sono andate le cose e perché ci viene raccontata una storia diversa

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5 Stelle primo partito: e la gente fa la fila al Caf e ai Comuni per avere i moduli per il reddito di cittadinanza. E se fosse tutta una bufala? Ecco come sono andate le cose e perché ci viene raccontata una storia diversa

Cittadini in fila agli sportelli di Caf e dei Comuni per richiedere i moduli per il reddito di cittadinanza: “lo ha promesso Di Maio” o anche “lo ha detto la tv”. Lo raccontano sindaci presi alla sprovvista che hanno cercato di spiegare ai cittadini che il reddito di cittadinanza, tra i punti di forza del programma dei 5 Stelle, è una proposta e che non basta che il M5S sia stato eletto come primo partito (non avendo peraltro ottenuto la maggioranza) perché diventi legge.

Le segnalazioni arriverebbero soprattutto dalla Puglia. Ma possibile che gli elettori siano così sprovveduti? E se fosse una bufala, peraltro ben congegnata, per mettere in cattiva la luce la credibilità del primo partito in Italia e di chi lo ha votato? Facciamo chiarezza analizzando quello che è successo secondo due prospettive.

File per i moduli del reddito di cittadinanza: la versione dei social

Tra i richiedenti, convinti o speranzosi di poter compilare i moduli del reddito di cittadinanza la maggior parte sono giovani, il che rende probabilmente ancor più amara questa inconsapevolezza e spinge a riflettere sul fenomeno della disinformazione. Qualcuno era perfino convinto di ricevere immediatamente l’assegno del reddito di cittadinanza a casa, senza neppure dover compilare moduli di richiesta. E’ quasi superfluo sottolineare che nessuno di questi scenari è stato millantato in campagna elettorale dai 5 Stelle ma il fenomeno, circoscritto tutto sommato ma non prettamente marginale, è indice di un’onda emotiva che ha spinto molti disoccupati alle urne. La copertura economica stimata per la misura va dai 15 ai 17 miliardi di euro l’anno. Sicuramente non si tratta di risorse che saranno destinate allo scopo da un giorno all’altro, chiunque vada al governo.

Reddito di cittadinanza e Rei: differenze tra i due assegni

C’è anche da dire che l’assonanza terminologica può aver creato confusione tra il reddito di cittadinanza proposto dai 5 Stelle e il Rei, Reddito di Inclusione sociale che invece è già richiedibile dallo scorso primo dicembre. Il sostegno Rei, pagato tramite apposita carta prepagata emessa da Poste Italiane SpA, per un massimo di 18 mensilità è un sussidio pagato dall’INPS che prevede anche un contestuale progetto di reinserimento sociale e lavorativo.

L’importo mensile del Rei oscilla tra i 187,50 e i 539,82 euro a seconda dei requisiti di reddito dei richiedenti. Dalla cifra dovranno essere sottratte eventuali erogazioni del Sostegno per l’Inclusione Attiva (SIA) già percepite. La domanda di reddito di inclusione INPS va presentata presso i comuni di residenza o altri punti di accesso identificati dai comuni stessi compilando il modulo REI in allegato a questo link (in cui sono indicati nel dettaglio anche i requisiti familiari e di reddito per il Rei).

Le file per i moduli del reddito di cittadinanza sono una bufala: arriva la smentita dei 5 Stelle

I 5 Stelle fanno paura all’opposizione: questo è un dato di fatto innegabile visto quanto il movimento è cresciuto negli ultimi anni. Potrebbe essere quindi questa una bufala messa in piedi con malizia o quantomeno una storia ingigantita ad arte per mettere in cattiva luce gli elettori grillini e, indirettamente, anche il M5S? A raccontare l’accaduto da questa diversa prospettiva è Il Fatto  “la consulta nazionale dei Caf ha smentito categoricamente ogni tipo di ricostruzione, parlando al contrario di casi isolati, di numeri irrilevanti e di nessuna coda ad hoc ai loro sportelli”; e qualche ora dopo la grande circolazione dell’articolo della Gazzetta del Mezzogiorno, che riferiva di cinquanta persone in due giorni che avrebbero “chiesto i moduli per ottenere il reddito di cittadinanza”, le stesse persone che avevano fornito la prima testimonianza hanno ritrattato. Il sindaco di Giovinazzo, Tommaso Depalma, si è corretto e ha detto che “sono venute 4 o 5 persone lunedì ai servizi sociali”.

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