Modifiche alla legge di stabilità: manca accordo in Parlamento

Brunetta minaccia le dimissioni: come verranno impiegati i soldi recuperati dalla rinuncia al taglio Irpef?

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Brunetta minaccia le dimissioni: come verranno impiegati i soldi recuperati dalla rinuncia al taglio Irpef?

A distanza di una settimana ormai dall’annuncio di alcune imminenti e non secondarie modifiche al testo della Legge di stabilità, non è ancora chiaro in che modo saranno distribuite le risorse e quindi dove si toglie e a chi si darà.

In Parlamento non si è raggiunto l’accordo sugli interventi in ambito fiscale: durante la riunione con il sottosegretario al Tesoro Gianfranco Polillo, si è quasi arrivati alla rottura tra PierPaolo Baretta e Renato Brunetta, con quest’ultimo che a un certo punto ha minacciato le dimissioni.

 

Relatori per la legge di stabilità: in cosa sono d’accordo e in cosa no

I tre relatori Renato Brunetta (Pdl), Pier Paolo Baretta (Pd) e Amedeo Ciccanti (Udc) hanno espresso parere unanime sul taglio dell’Irpef, capitolo che ormai quasi sicuramente sarà eliminato dal testo definitivo della legge di stabilità. Disaccordo invece sulla modalità di utilizzo delle risorse così risparmiate che ammontano ad 1 miliardo nel 2013, 3 miliardi nel 2014 e altri 2,5 nel 2015.

L’Udc insiste sulla necessità di agevolare la famiglia, il Pd preme per il capitolo lavoro e il Pdl propone di utilizzare i fondi a favore delle imprese. Se per il 2013 sembrano prevalere le prime due tendenze la questione è sorta invece per gli anni successivi. L’impasse è sorta dopo alcune dichiarazioni che Brunetta ha rilasciato in due interviste, una alla Radio ed una in televisione dando per scontata la destinazione nel 2014 di un miliardo e mezzo per il taglio Irap. Sul punto invece par non esserci ancora accordo: il Pd infatti si è opposto perché la misura lascerebbe solo mezzo miliardo per il lavoro/famiglia.

Brunetta, accusato di aver riportato come certe ai microfoni dei giornalisti questioni che invece sono ancora in fase di discussione, ha minacciato di convocare una conferenza stampa per dimettersi dal ruolo di relatore.

I contrasti sembrano essere rientrati e per il momento il capitolo fisco è stato accantonato a favore di altri punti. Restano molti nodi irrisolti: i tagli ai patronati, gli incentivi ai magistrati per lo smaltimento del lavoro pregresso e la questione delicata dei tagli alla scuola (che proprio oggi è alla base di alcuni scioperi a livello nazionale).  

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Argomenti: Tasse e Tributi, Manovre Fiscali e Finanziarie